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VEDERE L’ EFFETTO CHE FA 

Sono tornata in Libano.

Novembre 2019.

A ottobre, è partita la Rivoluzione Pacifica Libanese e non è l’unico paese al mondo.

In prima fila c’è il Cile, seguono Iraq, Iran, Hong Kong, Ecuador, Bolivia, Haiti, Barcellona, Algeria, Francia…

Sembra la classifica delle olimpiadi o di un campionato mondiale di qualcosa, ma no. E’ il popolo che sta alzando la sua mano, come quando sei sott’acqua, ti manca l’ossigeno e cerchi di tornare in superficie disperatamente, per respirare. Ma questa è un’ altra storia, indi, torniamo alle Rivoluzioni dell’ Ottobre 2019.

Un effetto domino pazzesco.

By not coincidences, a fine settembre/inizio Ottobre 2019, esce il film: “Joker“. Le Rivoluzioni sembrano sfuggire di mano, forse qualcosa non va *come qualcuno vorrebbe che andasse* e trac. Inizio 2020 arriva lo sconosciuto. Una mania di protagonismo esagerata, e la paura di lui, lo sconosciuto & la paura di morire, per la maggioranza, stoppa un/il possibile cambiamento.

In Cile, la Rivoluzione non è per niente pacifica. Quando il popolo ri-diventa consapevole, di essere lui e solo lui il sovrano, non ha più paura, costi quel che costi, anche la vita stessa. Si manifesta per il bene collettivo, per riappropriarsi delle libertà & diritti inviolabili.

Si osa per il bene di tutti.

Comiciano a girare le prime foto di moltissimi manifestanti Cileni che, trovandosi nel bel mezzo di manifestazioni pacifiche, vengono colpiti dalla polizia o chi per loro, perdendo l’uso di un occhio.

Non succede solo in Cile ma in tutte i luoghi del mondo, in cui si stanno accendendo i fuochi popolari. Parte il mio esperimento.

https://it.euronews.com/2019/11/29/gli-occhi-feriti-del-cile

VEDERE L’ EFFETTO CHE FA 

Per 48 ore, alternando gli occhi, sono stata bendata. Camminare, per una che lo fa di norma in maniera veloce,  è stato veramente difficile. Riflessi lenti. Un nuovo equilibrio da creare e alle fine delle due giornate, mi sento anche un po’ irritata !

Finito l’ esperimento è arrivata la fatidica domanda: “Cosa sarei disposta a sacrificare fisicamente io, di me stessa, se mai mi trovassi in una situazione del genere, per il bene di tutti”.

Alcuni di quelli che leggeranno fraintederanno, pensando che sono una rivoluzionaria violenta. Altri capiranno che, scendere in piazza a manifestare pacificamente non è sinonimo di violenza. Ovvio che se in quel pacificamente vieni inseguita e pestata, ti difendi. Si chiama spirito di sopravvivenza. Infine alcuni sentiranno che a volte, l’unica soluzione possibile è quando il pensiero pacifista, le idee, la voglia di libertà si trasformano in azione.

VEDERE L’ EFFETTO CHE FA 

Per citare un esempio, è un po’ quello che succede nel nostro caro paese, quando ordinano di pagare il pizzo. Il fatto che non se ne parli più, non significa che sia sparito, si è semplicemente rinuciato. Lo pagano quasi tutti.

Quando arriva quello che decide di andare controcorrente, di non pagarlo, perchè anche questa è una forma di manifestazione (ne esistono mille altre), in quel momento si apre una possibile finestra di cambiamento. Si può seguire l’ esempio del capofila. Nessuno si smuove e il capofila viene tolto di mezzo. Ergo: si continua a pagare e tutto rimane statico, immobile. 

Sono assolutamente convinta che le preghiere delle suore di clausura per il collettivo, apportino tante & necessarie buone energie. Così come sono sicura che le preghiere dei monaci buddisti, siano allo stesso modo importanti. 

Un pò come se avessimo una bellissima macchina, super pulita, super perfetta, ma se la tieniamo in garage e non la facciamo girare, la batteria dopo un pò smette di funzionare e la macchina non si accende.

E così, come se fossimo a un tavolo da poker, dove è arrivato il momento di scoprire le carte, io ho un tris in mano. Mi arrivano tre grandi esempi di pacifisti. Uomini di pace che hanno agito, creando un effetto domino e cambiamenti inimmaginabili: “Gandhi, Martin Luther King, J.F. Kennedy”.

Eccoli lì !!!

Credo che la modalità: “preghiera + azione”, possano viaggiare insieme e credo anche che, rimanere spettatori di tutto e tutti, non produca molto, per non dire nulla.

E’ chiaro che non possiamo essere sensibili a tutti i problemi che ci sono nel mondo. E’ altrettanto chiaro però, che non possiamo neanche fare sempre finta che i problemi, fuori e lontano da noi non esistano, solo perchè in quel preciso momento non ci riguardano.

Se raccogliamo solo le cartaccie che con una folata di vento improvvisa, sono entrate nel nostro giardino, mentre quelle esattamente fuori dallo stesso le lasciamo lì, non cambierà mai nulla. Se dopo aver spento l’incendio di casa nostra, non facciamo nulla per aiutare l’incendio del vicino, solo perchè noi magari siamo stati pù fortunati o veloci, non cambierà mai nulla.

Tutto cambia, tutto è in movimento e non c’è un avviso che arriva con avviso di raccomandata. Un giorno forse, potremmo trovarci noi, in una situazione difficile e allora ci chiederemo, come se lo chiedono in molti, in molte parti del mondo oggi, perchè la maggioranza fa finta di non vedere o non sentire.

VEDERE L’ EFFETTO CHE FA 

Quando ognuno di noi, comincia a capire bene chi è, cosa vuole e dove vuole andare (senza pagare un fiorino), per la sua evoluzione personale, inevitabilmente e magari senza nemmeno saperlo, ma sta contribuendo anche  all’ evoluzione del collettivo.

E’ allora che ci accorgiamo anche degli altri, altri che sono parte di noi, perchè siamo tutti connessi e il mondo, comincia ad assumere sfumature totalmente diverse.

 

 

 

 

 

 

 

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