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L’experiment dei preservativi nel M.E.

Il Libano & l’Italia sembrano assomigliarsi, per il “presunto” tabù relativo al sesso. Parrebbe che i due paesi abbiano in comune, il fatto di non parlarne, di non farlo. Poi si sa molto bene che lo si fa everywhere, giustamente, e qui arriva la big surprise.

A stesso livello di apertura mentale, di livello educativo, di status sociale, uno dei due paesi, si dimostra incredibilmente, molto più: “free”.

Dopo questo piccolo cappello introduttivo, torniamo all’experiment.

“La prima volta, in cui mi sono ritrovata a comprare i preservativi nel Middle-Est”. 

Siamo in Libano, a Beirut.

Si è stati a bere, è estate, siamo tutti e due allegri. Lui si ferma a fare benzina e mi suggerisce, frizzantemente, di andare a comprare i preservativi.

Io sorrido e non faccio una piega.

Quante volte mi sono trovata in questa situazione ?

Appunto, allora vado.

Muovo i passi verso la porta di quello che in Italia, potrebbe essere paragonato al nostro autogrill. La porta si chiude dietro di me e, sarà stata l’aria condizionata a paletta, sarò stato altro (premonizione) ma, in quel preciso momento mi sveglio.

Donna, Notte, Europea, Middle-Est, Comprare I Preservativi.

Respiro, ma poi penso: “Che sarà mai”

Faccio un giro dentro e ovviamente, l’oggetto del desiderio non lo trovo. Deduco che può essere solo in prossimità della cassa.

Mi ci fiondo letteralmente e mentre sono davanti a lei, la cassa, pronta a chiedere, arriva una coppia adulti.

Sorrido e li faccio passare.

E uno.

Mi riposiziono in direzione sempre di lei, la cassa. Via libera, è vuota. Invece no, arriva un gruppo di ragazzi.

Faccio passare anche loro.

E due.

Spero solo a questo punto, che il cassiere parli Inglese, altrimenti sai che fila creo…

preservativi

Mi decido, anche perché sono praticamente conscia del fatto che, per la legge di Murphy, tutte le volte che mi dirigerò verso la cassa, vuota, poi lei si riempirà.

Mi decido.

E tre.

Dico al cassiere alla velocità della luce, di voler comprare i preservativi (che continuo a non vedere).

Il ragazzo parla Inglese.

Thanks God !

Et voilà.

Apre una finta parete esattamente dietro di lui. Davanti ai miei occhi, si presenta una distesa immensa di opzioni di preservativi, ma senza i miei occhiali da vista, non riesco a riconoscerne neanche uno e, comincio ad andare in apnea!!!

Come volevasi dimostrare, sta arrivando gente, anzi c’è già la fila

Ok, veloce, devo essere veloce, penso. Scelgo in base al colore della scatola.

Blue, blue certo, il blue di una scatola enorme.

Pago, un botto e saluto cordialmente…

Esco ridendo da sola (molto). Quando il compare Turiddo, mi chiede che fine avessi fatto, perchè a quanto pare il tutto è durato abbastanza e vede, la scatola, che sembra più un pacco gigante di cioccolatini formato famiglia, scoppiamo a ridere tutte e due.

Ecco le mie conclusioni.

SOMIGLIANZA ITALEB

Quelli che non lo fanno o che dicono di non farlo. Una corrente cristiana, sia in Libano che in Italia, auspica di non fare sesso prima del matrimonio, il che non significa che non lo si faccia, ma si fa in maniera alternativa (usate la vostra fantasia, basta poco). E fin qui tutto da copione…

 

DIFFERENZA ITALEB

Si ha spesso la presunzione, di avere una visione centrica, che sia EuropAcentrica, AmericAcentrica, AltroCentrica. Il centro come se fosse la parte più evoluta, esattamente quello che è successo a me. Il fatto è che il centro dipende sempre da dove si guarda. Arrivo nel Middle East, pensando di essere io la centrica, la più free…

Spetepem...!

Mettendo sulla bilancia Italiani & Libanesi che vivono il sesso in maniera free, i secondi per me almeno, lo sono veramente. Lo fanno spesso e volentieri, lo dicono, ne parlano e si cambia partner senza troppe paranoie, se la storia non funziona.

Durante il mio volontariato in Libano, ho avuto la possibilità di parlare con molte persone e la chiave di svolta è stata, quando ho conosciuto una regista Libanese.

La nostra chiaccherata, mi ha permesso di unire tutti i punti.

Queste le sue parole, paro paro: 

“Voi Europei e non solo, quando approdate in Libano, ve ne innamorate e spesso e volentieri, ci rimanete. Questa passione che noi ancora abbiamo nella nostra vita quotidiana, nelle relazioni interpersonali, nel vivere il sesso, senza essere bacchettoni con noi stessi (e con il prossimo), in Europa (e non solo) l’avete persa e la ricercate”.

Quando passa più di una guerra in un paese, piegandolo per quasi due volte, non sai più se uscendo di casa, la rivedrai quella casa, tornerai ad aprire quella porta. Non sai cosa succederà lì fuori. Questo dà in un certo senso, una bella dritta alle cose basilari della vita, alle cose di cui godere realmente. E’ così che questa passione che abbraccia noi Libanesi, in tutti i campi, è passata di generazione e di generazione, fino ad oggi”.  

Tradotto.

Si spinge il pedale sulla vita, that’s it !

Quando convivi con la morte quotidianamente, diventa inevitabile vederla & sentirla. Non viene nascosta, è sempre lì. Questo riconoscere e accettare la sua esistenza, mette l’essere umano, nelle condizioni di non averne più paura, non solo, si smette anche di aver paura di vivere. 

Morire & Vivere, viaggiano insieme.

Azzerata la paura di una, va da sè che si azzera anche l’altra.

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7 commenti

  1. N.B. Per chi non è/fosse esperto di blog, dal back up, si è in grado di vedere quanto persone leggono i post/articoli. Questo specifico articolo, viene letto, al momento, alla velocità della luce. Chi ha commentato ? Tre donne. Due di queste hanno vissuto/vivono all’estero, l’altra è super rivoluzionaria. A dimostrazione del fatto che abbiamo centrato il punto. Noi abbiamo fatto del nostro e ne siamo happy !!!

    1. Grazie mille a te, Miss Beautiful Red Hair. Sentivamo nell’aria che questo commento sarebbe arrivato, prima o poi. Lei non hai mai vissuto all’estero (sì perché gli altri commenti, sono di donne Italiane, che vivono o hanno vissuto all’estero). E’una donna Italiana, rivoluzionaria e avanti anni luce (sarà forse per via dei suoi capelli). Oggi ci commuoviamo, perché, anche se oggi siamo distanti infiniti KM, N.O.B. è riuscita piano piano, negli anni, a circondarsi di persone che risuonano alla stesso livello energetico, AMAZING !!!

  2. Tutte le volte che leggo di acquisti e preservativi mi vengono in mente due cose:
    – Il farmacista del paese che ghignava come lo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie ogni volta che qualcuno tentava l’acquisto, pronto a raccontare lo scandalo del giorno alla moglie, seduta nel retro
    – Le mie colleghe in quel della Coop che, ogni volta, si concedevano commenti che volevano esser maliziosi ma che risultavano decisamente disperati. Ogni volta. Roba che il poverino o la poverina di turno, la maggior parte delle volte, se la davano letteralmente a gambe levate.
    La liberazione sessuale passa anche per piccoli gesti, come i sex-shop nel centro storico oppure gli acquisti shame-free e alla luce del sole. Non passa solo attraverso le parole ma, spesso, attraverso i fatti. E questi, a volte, ancora lasciano a desiderare. È una liberazione che sa di passione, istinto e voglia di libertà e ritrovare questi sentimenti in un paese così dilaniato eppure appassionato è una gioia difficile da descrivere. È una gioia e, al contempo, un insegnamento che va colto.
    Grazie per averlo condiviso con noi. <3

    1. Mucho thanks a tia, Miss Alfabeto. Illuminanti e pieni di dettagli, come sempre, i tuoi spunti/riflessioni !!! *È una liberazione che sa di passione, istinto e voglia di libertà e ritrovare questi sentimenti in un paese così dilaniato eppure appassionato è una gioia difficile da descrivere. È una gioia e, al contempo, un insegnamento che va colto*, BELLISSIMO, merci 🙂 !!!

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