MADE IN LEBANON

Dopo la mia esperienza di volontariato in Libano nell’estate 2018, a dicembre dello stesso anno, ho deciso di tornarci. Ho messo in moto così il progetto della borsa alchemica made in Lebanon del Lasciare Andare o Lasa Andè. La prima cosa che dovevo fare era trovare delle sarte, appartenenti alle diverse comunità (Libanesi, Siriane, Palestinesi), che vivono un’integrazione non sempre troppo facile in questo paese. 

Le donne da sempre, sono coloro che riescono ad integrare, comunicare, là dove l’ormone maschile, spesso, non riesce.

Cercavo sarte singole. Mission Impossible. Le grandi NGO le ho boicottate subito, troppo giro di soldi che spesso e volentieri, vanno nella direzione sbagliata. Quindi, l’unica soluzione possibile è stata quella di rivolgermi, alle piccole ngo locali. 

Il Made in Lebanon, é stato un parto o forse è meglio dire che è stato come reimparare ad andare in bicicletta su una strada in salita massima.

La prima collaborazione è stata con una organizzazione ubicata nel Nord del Libano. Qui le sarte erano donne Siriane & Palestinesi. Nella loro precedente vita, cucire non era la loro principale occupazione ma si sa, quando si è alle strette o alla fame, si fà quello che si può. Il tempo di esecuzione è stato infinito. Il giorno della consegna nel centro di Beirut, ho aspettato quasi 2 ore, c’erano quasi 40° gradi e io, avevo la febbre e il vomito.

Volevi la bicicletta Fede ? Eccola lì e allora, pedala !

Sarta Libanese Beirut Libano

La seconda collaborazione, è stata con una sarta Libanese e trovarla, è stato come ordinare un piatto di lasagne in Angola. Tempo infinto per la loro produzione. Sulla sua retribuzione, all’ultimo momento le carte stavano cambiando in tavola, poi, per fortuna, si è tornati sulla retta via.

La terza collaborazione era una piccola ngo, Ninurta, ubicata nel centro di Beirut, che vedeva impegnate donne Siriani & Palestinesi. Lo staff era da poco cambiato e stavano svendendo i loro prodotti handmade, perchè prossimi alla chiusura e infatti, hanno chiuso. Le stoffe prima di essere cucite vanno sempre lavate a freddo, per evitare che si restringano ai lavaggi successivi. In sede era presente una lavatrice e prima di congedarmi, mi sono raccomandata tutti i Santi che conoscevo, di lavare il tutto a freddo. Produzione velocissima. Il giorno della consegna mi sono trovata 7 borse in meno. Il tutto era stato lavato a 60° gradi ! Lo staff logistico si è scusato e mi ha fatto lo sconto.

Shatila Camp Shatila Studio Beirut Libano

L’ultima era l’ONG locale Shatila Studio, situtata nel campo profughi Palestinese di Shatila appunto, ubicato all’interno della città di Beirut. Una città dentro la città. Anche qui c’era stato un cambio di organizzazione (ma dai, che strano) e la nuova responsabile era originaria della Germania. Memore dell’esperienza lavatrice precedente, questa volta ho lavato io la stoffa. Lavoro disumano. Produzione veloce. Unica ngo ad avere cucito all’interno della borsa l’etichetta “made in Lebanon” con il proprio logo/nome. Quando mi sono incontrata per il ritiro e il pagamento, le borse che dovevano risultare dalla metratura consegnata, erano anche questa volta di meno. Miss Germany ha alzato le spalle, non ha battutto un ciglio e come si dice in questi casi: “prendi sù e porta a ca'”. Ho pagato senza nessun tipo di sconto e/o possibili scuse per il disguido.

Volevi la bicicletta Fede ? Eccola lì e allora, pedala !

Ho voluto la bicicletta ? Sì ! Ho imparato ad andare in bicicletta in salita, by made in Lebanon. Cresciuta con la cura del dettaglio Italiano e per avere quasi sempre indossato vestiti cuciti da mia mamma, non è stato facile adattarmi al dettaglio made in Lebanon, Siria, Palestina. Questo però non ha cambiato il mio obiettivo: generare lavoro per donne Libanesi, Siriane, Palestinesi, a base di eticità, economia locale e circolare. Lavoro possibile grazie alla vendita delle borse, e di averle messe in qualche modo, anche loro, le donne, tutte insieme dentro al Tutto.

Spero così che se passerai di qui, tu possa aver scoperto qualcosa che prima non sapevi, che ti siano arrivati un po’ di punti interrogativi, e che metaforicamente parlando, anche tu abbia imparato ad andare in bicicletta, percorrendo strade sconosciute.

Dimenticavo…

Per quanto riguarda la bici, quella reale su due ruote invece, l’ho utilizzata nel centro di Beirut, o meglio ci ho provato, per sole 2 ore, per andare a comprare i colori, per stampare a mano le borse. Ho cominciato a imprecare tipicamente all’Italiana e ho capito subitissimo che per lei, non ero ancora pronta but as usual: “never say never”.

Se sei curioso/a di conoscere tutti i prodotti Made in Lebanon, che vedono ancora una volta la collaborazione di N.O.B. con piccole realtà locali: puoi cliccare sullo shop giusto.

Una Borsa Magica, creata prima che il mondo cambiasse. Sei esattamente nel 2018, quasi 2020. Prima Made in Italia & poi, anche Made in Libano.

bratelleverdefantasia

Se ti stai chiedendo e secondo me la domanda ti gironzola già in testa, perchè le sarte Palestinesi e Siriane non compaiono nelle foto, la risposta è facile facile. Molte di quelle donne che hanno cucito le borse magiche, ancora in vendita per te sul sito di NOB, sono rifugiate o altro. Per una questione di privacy, sicurezza e a volte anche di cultura, non compaiono volutamente nelle foto. Plus, nel 2018 e 2019, non eravamo ancora così tanto inglobati da foto e video, come oggi nel 2023/2024.

Lascia un commento

Cosa ne pensi? Grazie

Torna in alto