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L’ esplosione a Beirut del 4 Agosto 2020, è stata anche per N.O.B.

:

una vera & propria esplosione.

N.B.1. Tutte le foto e i video che vedrete mostrano, solo in parte, lo stato attuale di Beirut.

N.B.2. Non siamo giornaliste, quindi, andateci piano.

Porto Beirut prima e dopo l'esplosione del 4 Agosto 2020

Siamo approdate in Libano nell’estate del 2018, senza conoscerne nulla, per svolgere un mese di volontariato. Ci siamo rimaste quasi 3 mesi. Siamo tornate in Italia e poi, abbiamo deciso di ritornarci nel Natale 2018 per muovere il progetto della Lasa Andè, creando così opportunità di lavoro, per donne libanesi, palestinesi & siriane.

Letteralmente stregate da questa cultura che si sviluppa proprio tra Occidente e Medio Oriente. Letteralmente infatuate da questo piccolo pezzo di terra, grande quando l’ Abruzzo, collocato proprio dove da sempre ci sono stati e continuano ad esserci, come dire un pò di problemucci.

Palestina, Israele, Siria, Libano, Iran, e le grandi potenze internazionali che da sempre gravitano intorno, come dei veri e propri pianeti. La storia del Libano è veramente densa e, riuscire a riassumerla in una post è veramanente “difficil” ma, per i non addetti ai lavori ci proviamo.

Una guerra civile: 1975/1990 finita la quale, molto di quello che aveva costruito il paese pseudo-colonizzatore (Francia), sparisce e il sistema politico Libanese che inizia a muoversi, poco a poco lascia spazio ad una ampiSSIMA coRRuzione.

“L’esplosione a/di Beirut”

 

I Libanesi, sono i discendenti dei Fenici, come gli Italiani lo sono dei Romani. Un paese ricco di cultura, di storia, di resti archeologici, molti dei quali abbandonati a se’ stessi. Le strade sono fatiscienti. Il sistema ferroviario non è stato più ripristinato indi, percorrere una distanza di pochissimi kilometri, diventa un’ impresa.

Non esiste acqua potabile. Non esiste smaltimento dei rifiuti che quindi, spesso, vengono bruciati in loco o altro. L’ impresa pubblica di energia elettrica garantisce la luce elettrica per sole 21 ore (in alcune aree del paese anche meno). Se la si vuole per l’ intero giorno, bisogna ricorrere a un generatore alternativo, privato, dove però anche lo stato Libanese ha delle partecipazioni, indi, si paga lo Stato double.

Una speculazione edilizia da paura dove, case coloniali (un incredibile e bellissimo mix di architettura Orientale & Occicedentale), sono state nella maggior parte dei casi distrutte, per lasciare spazio a palazzi inguardabili. Un afflusso notevole di Siriani, a seguito della guerra, trasferiti in Libano  in attesa di poter un giorno tornare a casa propria o, di spiccare il volo verso altri paesi.

Esplosione del 4 Agosto 2020 a Beirut

 

Dopo la fine della guerra civile, poco a poco si va nella direzione che vedrà il Libano essere identificato come: la Svizzera del Medio Oriente. La prima cosa che si nota infatti, girando per le strade di Beirut, è il numero spropositato di banche. Fino a pochissimo tempo fa, i conti bancari stranieri potevano essere anonimi e magari, qualcuno ricorderà, quando sul finire dell’epoca Berlusconiana, allo stesso Berlusconi fu trovato e confiscato un  c/c appunto, ubicato in Libano. In Libano così, nonostante le tante risorse dislocate sul territorio, nascono pochissime fabbriche locali, portando il paese, nella condizione di importare quasi tutto dall’ estero.

Un’ economia locale praticamente assente.

A Ottobre 2019, finalmente, perchè era ora che arrivasse quel finalmente, i Libanesi scendono in piazza. Non ce la fanno più. Parte la rivoluzione Libanese, la Rivoluzione d’ Ottobre. Una Rivoluzione pacifica, la prima che io ricordi, anche tra quelle studiate o lette sui libri.

Tutti, si uniscono e scendono in piazza, senza appartenza religiosa o politica (almeno all’ inizio). Un popolo unito e pacifico che mi ha commosso e insegnato a lot.

La Rivoluzione va avanti per alcuni mesi.

Il Primo Ministro si dimette. Cambiano alcuni componenti del governo Libanese ma in sostanza, non cambia nulla. Il governo Libanese promette riforme ma praticamente è immobile.

Nessun cambiamento.

Il governo è composto da rappresentanti appartenenti alle diverse fazioni religiose e politiche, per rappresentare tutte le differenze presenti sul territorio e tra queste, compare ovviamente anche Hezbollha.

Il popolo comincia a soffrire forte.

I più ricchi/fortunati, chiudono e trasferiscono i propri c/c all’estero. Le banche vanno in tilt. Inizia il gioco della svalutazione della moneta Libanese e il dollaro, altra moneta utilizzata in loco, diventa oro pregiato con un cambio al mercato nero, spesso improponibile. Si possono ritirare solo soldi in LL (Lira Libanese) che praticamente è diventata carta straccia e i prelievi settimanali, autorizzati dalle banche per ogni singolo cittadino, sono a dir poco ridicoli.

Viene dichiarato il default e dopo alcuni mesi viene richiesto l’aiuto del F.M.I. (Fondo Monetario Internazionale) che solo qualche settimana fa, farà un passo indietro. Già perchè, per mettere in moto l’intervento del F.M.I., ci sono delle riforme minine da attuare che in questi mesi, il governo immobile Libanese, non è stato in grado di fare e/o proporre.

“L’esplosione a/di Beirut”

 

Arriva il covid e arriva il lock down. Pochissimi casi e in controtendenza rispetto all’Europa nei mesi di Marzo e Aprile 2020. In ogni caso, l’ areoporto di Beirut viene chiuso a fine Febbraio e riaprirà solo i primi di Luglio. I prezzi di qualsiasi bene di necessità schizzano alle stelle.

Per alcuni giorni il paese rimane quasi al buio, mandando in tilt gli ospedali, già in sofferenza. Poi, il paese rimane senza pane perchè produrlo costa troppo. Il C. torna a bussare, questa volta invece facendosi vedere e sentire a fine Luglio 2020. I casi sono in aumento. Prima dell’eplosione a Beirut del 4 Agosto, era ripartito da pochi giorni un lock down parziale, motivo per cui, in giro c’era molta meno gente, di quella che ci sarebbe stata in una condizione normale.

Il Libano c’è sempre un traffico pazzesco.

Default, Corona Virus, Zero Riforme & Israele. Israele già a Settembre 2019 aveva ribussato alle porte del Libano. Senza entrare troppo nello specifico c’è uno scambio tra i due attori (Libano & Israele), di missili e droni contenenti esplosivo. In quel momento stavo vivendo in Libano e anche lì si è tremato fottutamente dalla paura che potesse succedere qualcosa. La guerra, un’ emozione che un’ Europea over 40 non aveva mai provato prima. Una sensazione che ti fa catapultare improvvisamente, nella condizione di capire subito quanto, in alcuni parti del mondo, siamo fottutamente fortunate/i. Ci alziamo ogni mattina spensierati e pacifici, senza avere incollata addosso, invece, la fottuta paura di stare in allerta per controllare tutto ed essere pronti a scattare, senza sapere bene in quale direzione.

Impossibile poter controllare, perchè il controllo non dipende da te/noi e quindi la fottuta paura si espande.

“L’esplosione a/di Beirut”

Esplosione Beirut 4 Agosto 2020

 

Israele & Libano, nello specifico Hezbollah, hanno un rapporto un po’ complicato e di lunga data. Il precedente a quello della scorsa estate, risale al 2006 quando tra i due è scoppiato il conflitto durato, 34 giorni.

Secondo Israele la guerra non è mai finita, si sono semplicemente presi una pausa.

Secondo Hezbollah invece, sono stai i primi nella storia ad aver sconfitto l’esercito Istraeliano.  Durante il nostro viaggio organizzato nell’ estate 2019 in Libano per turisti alternativi, abbiamo visitato quello che oggi è diventato un Museo: Mleeta.

Il luogo segreto da cui Hezbollah, rispondeva agli attacchi Israeliani.

Tornando ai nostri giorni (estate 2020), Israele è tornato ancora a bussare. Nello specifico ancora una volta nel Sud del Libano. Ci sono state delle esplosioni, degli scontri e sembra, sembra, che anche ieri, 4 Agosto 2020, ci sia stato un movimento aereo da parte di alcuni aerei Israeliani nel Sud del Libano (fonte non certa però).

Perchè Israele tampina il Sud del Libano ?

Perchè c’è ancora una volta l’ acqua, quello che diventerà o è già diventato il bene più prezioso, risorse petrolifere e altro di più grande di noi.

Postilla: “Che io ricordi per studi o letture fatte, non c’è mai stato un attentato, bomba, altro, rivendicato ad oggi, da parte di Israele”.

“L’esplosione a/di Beirut”

 

Facciamo un piccolo passo indietro.

Nel febbraio del 2005 l’ ex primo ministro Libanese Rafiq Hariri viene assasinato.

Chi era ? 

Colui che firma gli accordi di fine guerra nel 1995 e che transita il paese in una nuova fase. Il primo leader che non proveniva nè dall’esercito, nè da gruppi armati nè dalle milizie, che si erano scontrate durante la guerra. Sarà presente sulla scena politica per molto tempo e viene visto, come colui in grado di porre fine all’ occupazione Siriana, diventata ormai insostenibile sia per la popolazione Libanese che, per la comunità internazionale.

Non appoggia Hezbollah.

Molti vedono in lui la possibilità di porre fine all’occupazione Siriana e arginare il potere di Hezbollah. Purtroppo non succederà. Ad aprile 2005 però, finalmente, il governo Siriano, dopo 29 anni di occupazione sul territorio libanese, annuncia il suo ritiro.  Nel 2006 il governo libanese accetta di collaborare con l’ ONU per la creazione speciale di un Tribunale Internazionale. Per la prima volta nella storia, si costituirà un tribunale internazionale, per ricercare i responsabili di un attacco terroristico.

“L’esplosione a/di Beirut”

Esplosione 4 Agosto 2020 Beirut

 

Da quel lontano 2006 il verdetto di quel tribunale, sarebbe dovuto arrivare esattamente domani 06 Agosto 2020 (ovviamente e giustamente è stato rimandato). Strana Coincidenza.

Le ipotesi dei colpevoli ? Come sempre due e diametralmente opposte. Ad opera del governo Siriano con esecutore Hezbollah o i servizi segreti Israeliani.

Un altro piccolo passo indietro. 

Nel corso degli anni ’70, il piccolo Libano, viene attirato nell’orbita dei conflitti tra Israele, i movimenti di liberazione Palestinese e la Siria. Succede di tutto. I vari gruppi etnici e religiosi del Libano, cominciano a formare milizie appoggiate dai vari attori ed è lì, che il paese arriva alla guerra civile ed è sempre lì, che nasce Hezbollah.

“L’esplosione a/di Beirut”

 

Alla prima notizia dei fuochi d’artificio, come causa dell’ esplosione di Beirut del 4 Agosto, non abbiamo creduto neanche per un nano secondo.

Basta guardare le immagini dell’esplosione, per capire che siamo anni luce lontani da questa teoria. Alla seconda ondata di notizie, in cui si parlava della quantità di esplosivo requisito e rimasto parcheggiato nel porto di Beirut, da cui sarebbe partito il tutto, parcheggiato esattamente dal 2011 o 2014 (fonti discordanti), facciamo fatica a credere perchè guarda caso l’ esplosione, avviene proprio, a pochissimi giorni del famoso verdetto citato sopra.

Come è partito poi il tutto, da solo, tipo autoinnesto ? 

All’ ulteriore ondata di notizie, in cui si parlava di una scarsissima possibilità di attentato, dato che il paese era già in ginocchio, siamo rimaste un pò stordite. Quale momento migliore se si vuole distruggere definitivamente un paese, chiunque ci sia dall’altra parte, quando è già in ginocchio ?

E poi, quello che sta succedendo nel mondo negli ultimi mesi, ha qualcosa di normale, ha ancora senso usare la definizione: “Ci sono scarse probabilità che succeda” ?

Si è sentito solo parlare di crisi economica che riguarda tutte le “grandi nazioni” a seguito della *pandemia*.

Quale il primo settore industriale che fabbrica soldi ? Le armi. Il mondo era già in crisi economica, ora con il covid ancora di più, giusto ?

Perfetto !

“L’esplosione a/di Beirut”

Esplosione Beirut 4 Agosto 2020

 

In Libano, era appena ripartito il lock down, tendenza inversa rispetto all’ Italia. Risultato: per strada c’era, molta ma molta meno gente.

A che ora è successo il tutto ?

By not coincidences intorno alle 17:30. Gli uffici in Libano chiudono alle 17:00 (mi ricorda vagamente qualcosa successo in passato). Un messaggio importante, ma non troppo forte, anche se è stato fortissimo comunque. 

La maggior parte dei video che abbiamo visto relativi all’esplosione, mostrano edifici con macerie e soprattutto vetri saltati e sparsi ovunque e se sei a sedere in un ufficio, che nella maggioranza dei casi è tempestato di vetri, è andata.

“L’esplosione a/di Beirut”

 

Quasi nessun capo di Stato, a parte uno, quello con il parrucchino, si è espresso a riguardo. C’ è silenzio, perchè qualsiasi cosa si dirà, creerà conseguenze adesso. Qualcosa succederà per forza perchè quando c’è un evento del genere, qualcosa succede sempre

Chissa’ se un giorno si scoprirà veramente chi è stato il mandante della esplosione a Beirut del 4 Agosto 2020. A noi semplici essere umani, che sembriamo essere diventati pedine invisibili e per giunta ora, anche con la bocca chiusa (la mascherina), forse non verà mai svelato. Quello che importa è essere consapevoli, almeno un pò, di come gira la ruota, di quali schemi vengono riproposti (sono quasi sempre gli stessi) e, di fare qualcosa quando e se possibile.

Il Famoso Dare 4 Free se si può e quando si può.

Il Libano  è stata la nostra casa per quasi 1 anno e mezzo. Abbiamo vissuto a Beirut, l’abbiamo conosciuta, l’abbiamo amata con tutte le sue contraddizioni. Abbiamo interiorizzato il meglio della sua cultura.

Per me il Libano/Beirut resterà sempre il sorriso delle persone per strada che, pur non conoscendoti ti salutano. Per me il Libano/Beirut sarà sempre la donna che parlandoti in Arabo, mentre tu le rispondi in Italiano, ti offre ogni mattina, sulle scale da cui spesso lavori, il caffé fatto in casa e passa intorno al tuo corpo, l’incenso. Per me il Libano/Beirut sarà sempre il vicino del tavolo al ristorante che, vedendoti voler provare la carne cruda speziata, purtroppo finita in cucina, ti porge il suo di piatto di carne cruda e te la regala.

Esplosione Beirut 4 Agosto 2020

Un insieme di contraddizioni, di culture, di religioni, di lingue, di persone che arrivano e partono. Un popolo che ha nel suo gene ben radicata, la tanta ricercata passione per la vita. Nonostante il suo essere martoriato (non è l’unico al mondo), non abbiamo mai incontrato altrove, ad oggi, così tanta passione.

Beirut per me, è una donna. Una donna che ti ammalia. Beirut, una donna che ti si spoglia nuda davanti e tu rimani un attimo in imbarazzo. Una donna in grado di schiaffeggiarti ogni tre secondi, appena utilizzi il pensiero tipicamente Occidentale dei pregiudizi. Beirut una donna che va veloce e che non aspetta. Una città, una dimensione, fatta di curiosità e quando si accorge che lo sei (curiosa), ti apre le sue porte svelandoti mondi sconosciuti e impensabili.

Una donna a cui piace il denaro ma che sa essere allo stesso tempo, con chi se lo merita, di supporto e d’ aiuto. Una donna che aiuta a superare i propri limiti, a saltarci dentro e uscirne diversa.

Cara Beirut, ti auguro anzi ne sono certa, che ancora una volta risorgerai dalle tue ceneri e tornerai a splendere come prima, anzi, meglio di prima, perchè è stato proprio il tuo prima, a trarti in inganno.

Noi, da qui, faremo il nostro possibile, nel nostro piccolo per aiurtarti e non farti sentire sola, perchè soli non lo siamo e non lo saremo mai.

 

 

 

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