Quella gran figona di Eva !!


8 Marzo.

Non c’e’ bisogno di spiegare la storia di questo giorno perche’ ormai diamo per scontato che tutti, anche i muri, la sappiano. Chi la festeggia ad oltremodo, chi non la festeggia in nessun modo. Ad ognuno il suo.

“L’unica cosa in cui credo e’ che questo giorno possa servire ad ogni donna per ricordare che siamo donne. Punto e basta”.

Negli ultimi anni, almeno in alcune societa’ cosidette “evolute”, essere donna ha significato “cercare” di raggiungere gli stessi diritti raggiunti dall’uomo. Il diritto forse piu’ difficile e’stato/e’ il vedere riconosciuta la responsabilita’ e l’assumere ruoli importanti in ambito lavorativo. Insomma una sorta di slogan del tipo: “che vinca il migliore”, indipendentemente dal sesso. Seguono altri diritti come il poter viaggiare da sola e fare una miriade di altre cose, da sole, che solo pochi anni fa’ sembrano, letteralmente, pazzie.

I passi da fare oggi sono ancora molti per raggiungere la parita’ dei diritti in toto, ma si sa, i cambiamenti importanti hanno bisogno di tempo.

Questa uguaglianza, indi diritti e doveri uguali per entrambi i sessi, ha creato non pochi scompensi di ruoli anche nelle relazioni interpersonali, per non dire casini, anzi diciamolo pure, ha creato GRANDI CASINI poi nell’ identificazione dei ruoli stessi. Cosa fa/chi e’ l’uomo, cosa fa la donna/chi e’ la donna. Anche qui tralasciamo le osservazione del caso perche’ il caos e’ abbastanza evidente e visibile agli occhi di tutte le societa’ odierne/moderne. La cosa su cui mi voglio soffermare invece e’ proprio l’essere donna. L’essere donna non e’ cambiato o per lo meno non dovrebbe esserlo.

“Essere donna significa sempre e significhera’ sempre (almeno per me) possedere una parte sensibile molto pronunciata, essere attenta al prossimo, altruista, attenta ai dettagli”.

Significhera’ quindi a volte anche piangere, a volte sentire di non farcela, andare in palla ma poi qualcosa succede e si arriva piu’ o meno dove si voleva. Attention: non sto dicendo che l’ essere uomo non possieda detta sensibilita’ e tanto meno sto dicendo che possederla significhi essere piu’ debole o piu’ forte. Attention: sto solo dicendo, che per genetica, la donna la possiede in maniera piu’ pronunciata. La sensibilita’ femminile induce spesso la donna al desiderio di ricevere la stessa sensibilita’ dall’ essere maschile. Impossibile, perche’ l’uomo non possiede la stessa energia, e’ un dato, e’ cosi’, e’ genetico. L’uomo pero’ si puo’ avvicinare alla sensibilita’ lasciando cosi’ la donna libera di esprimere il suo vero essere. Se l’uomo non sviluppa o migliora la sua parte sensibile rischia letteralmente, come sta succedendo oggi, di far rinnegare alla donna, appunto, il suo essere tale, da qui il casino odierno citato sopra.

Anni fa, parlando con la mia Sister Barese ci si confrontava sui modi/maniere che hanno appunto gli uomini, oggi, di approcciarsi alle donne. Lei sosteneva che un uomo che le apriva la porta di un ristorante/casa in entrata/uscita costituisse un modo molto attento di prendersi cura della donna, potremmo definirlo un atteggiamento gentile. Addirittura lei sosteneva che anche aprire/chiudere lo sportello della macchina fosse un atteggiamento molto sensibile nei confronti del gentil sesso. Io, allora, pensai che fosse un atteggiamento passato, obsoleto.

WRONG !!

Negli anni ho vissuto diverse relazioni sentimentali e fatta eccezione per il primo (sono passati secoli ormai ma se non ricordo male, lui in alcune speciali occasioni l’ha fatto) molto raramente qualcuno mi ha aperto una porta/portiera della macchina. Non rientra in questa casistica Bill (il father) che incondizionatamente mi ha sempre aperto la porta di casa/locali pubblici. In svariate situazioni mi sono ritrovata io a dover aprire quella Santa porta, anche un po’ in imbarazzo direi, perche’ l’uomo rimaneva inchiodato oppure partiva in uscita come un razzo come se fuori scendessero Euro dal cielo (comunque presto la lancio una indagine statistica per vedere se sono io ad aver indotto tale atteggiamento o se e’ questa, oggi, e’ la prassi). La settimana scorsa sono uscita con un amico che non vedevo da 7 anni a bere una birra, mentre stavo per salire in macchina, me lo sono ritrovato dall’altra parte, dalla mia, con lo portiera aperta. L’ho guardato e sono scoppiata a ridere. Abbiamo parlato molto di questa cosa. Per lui e’ normalissimo farlo con tutte le donne che salgono in macchina, anche con le colleghe di lavoro !! Questo avvenimento mi ha fatto piombare alla scrittura fulminea di questo post. Ho capito quello che la mia Sis barese sosteneva anni addietro.

“Non si tratta di servilismo, non si tratta di vecchie maniere, si tratta semplicemente di entrare, di allinearsi con la sensibilita’ femminile”.

Non sto nemmeno sostenendo che l’uomo lo debba fare sempre/per tutta la vita ma ogni tanto si’. Regalare una margherita, una viola, senza nessun motivo particolare. Regalare una piccola sorpresa senza nessun particolare motivo. Regalare un cioccolatino senza nessuno motivo particolare. Regalare una apertura di porta senza nessun particolare motivo sono esempi semplici che permettono alla donna di conservare la sua energia femminile, la sua sensibilita’, il suo essere semplicemente donna. Questi atteggiamenti permettono alla donna di non perdersi e di ricordarsi della energia che la alimenta.

Secondo me la storia di quella gran figona di Eva che, nuda, raccoglie la mela e cede alla tentazione ce l’hanno raccontata. Per me lo hanno fatto perche’ la donna e’ semplicemente bella. Anche la donna con la cellulite, anche quella con il naso storto, anche quella con un neo in un punto insolito, anche la donna non piu’ giovanissima, nuda, sara’ sempre una vista piu’ emozionante dell’uomo. La donna e’ quell’essere che spesso nelle situazioni riesce a vedere il lato positivo delle cose. La donna e’ quella piu’ empatica che riesce a spronare l’altro sesso. La donna e’ anche quella che durante il ciclo mestruale sente amplificate tutte le sue emozioni tanto da sembrare un missile sparato nello spazio a cui si e’ rotta la bussola.

“La donna e’ un essere che oggi deve conciliare i suoi impegni lavorativi (quindi il non mollare) con il suo essere dolce per natura nella vita quotidiana e nell’ intimita’”.

La liberta’ raggiunta oggi in alcuni ambiti, non significa perdita di sensibilita’ o non significa che la donna deve essere trattata o sentirsi come un uomo perche’ non lo e’. Punto e basta. La liberta’ raggiunta e’ un nuovo diritto raggiunto che va a braccietto benissimo con la sua sensibilita’.

Se  l’8 Marzo puo’ aiutarci a ricordare che cosa significa essere donne allora festeggiamolo in silenzio o facendo baldoria, ad ognuno il suo modo, ma ricordiamocelo sempre !!

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