Vipassana#2: “i tre principi dell’esistenza umana”


Meditazione Vipassana. Partiamo dalle consapevolezze avute mentre lasciavo la bellissima Klagenfurt e mi dirigevo verso casa. Partiamo del perché il corso di meditazione Vipassana si basa sui principi: no words, no sguardi, no touching.

  • Parola

Spesso non conosciamo il vero significato delle parole che usiamo. Non è colpa nostra perché nessuno ce lo ha insegnato e da qui nascono i mille fraintendimenti moderni. Le parole hanno una vibrazione, come tutte le cose, quindi prima di usarle bisognerebbe stare accorti. Nel dubbio, bisognerebbe stare in silenzio o almeno contare fino a dieci, anche fino a quindici !!! Se non parli eviti di dare giudizi, fermi la mente, la mente viene messa in stand by e lasci lo spazio per sentirti dentro.

  • Sguardo

Una energia potentissima, l’alternativa all’uso delle parole. Un mezzo di comunicazione forse ancora più potente del linguaggio orale. Se non volgi lo sguardo verso nessuno e nessuna cosa, spegni le luci verso il mondo esterno e le dirigi verso quello interno. Il tuo e riesci a vederti.

  • Toccare

Forse la forma più bella che ci fa capire quanto siamo vicini alle persone, ai nostri cari. Attraverso il tocco trasmettiamo agli altri la nostra energia, nel bene e nel male. Una forma di comunicazione oggi quasi sparita, in questa parte di mondo, ma che i nostri nonni usavano per salutarsi (la famosa stretta di mano o la pacca sulla spalla). Senza toccare gli altri, senza il tuo prolungamento verso gli altri, rimani concentrato solo sul tuo corpo. Lo ascolti e senti cosa ti dice.

Senza questi tre potenti mezzi di comunicazione, con la loro assenza, crei il vuoto, il tuo vuoto. In questo non spazio riesci a fare ordine, a vedere le cose per quello che sono, riesci a vedere veramente quello che sei e che vuoi essere. La tua vera natura. Senza l’utilizzo di questi mezzi di comunicazione, attorno al quale ruota la comunicazione umana, riesci a vedere l’utilizzo che ne fai nella tua vita ed in caso ti resetti od aggiusti il tiro.

Con l’assenza riesci a capire il valore e l’importanza della presenza.

Meditazione Vipassana, Not Only Barcelona

Le tre frasi mantra che ti fanno crescere

Durante il corso Vipassana vengono praticate alcune meditazioni registrate guidate, dove, il maestro Goenka, ripete alcune frasi che rimarranno, per sempre, stampate nella memoria di tutti corsisti. All’inizio non ci credi, poi come un mantra o una preghiera, si insinuano nelle zone lasciate libere dalla mente che educata poco a poco, molla la sua resistenza.

Ecchile:

1) “You have born to be succesfull” (che non significa “avere successo, il significato di successo odierno” ma essere “quello che ti fa stare bene”, che per ogni persona è diverso).

2) “I am really proud of you, really proud, proud” (“sono orgoglioso di te perché nella tua vita puoi sempre cambiare le situazioni che non ti fanno stare bene, puoi sempre migliorare e se migliori, migliora anche il contesto intorno a te”).

3) “Be equonimus” (“davanti alle situazioni problematiche non opporre resistenza, non fare entrare la mente razionale, mantieni il distacco, non giudicare”).

La materializzazione, nella mia vita, delle tre frasi Vipassana.

  • Succesfull: mi sento bene in mezzo agli stranieri forse perché, spesso, come loro mi sono sentita giudicata.

Compro la spada (quella della foto) al volo in un negozio di Praga. Me ne innamoro all’istante perché penso che rappresenti il corso appena concluso. La mia spada per farmi spazio nel mio “be succesfull”. Correndo per la stazione centrale di Vienna, una vera e propria città,  con zero scritte in English, il non giudizio e la mia vera natura si manifestano in carne ed ossa. Mi sento bene ma sento anche che qualcuno in una lingua sconosciuta sta urlando qualcosa dietro di me. Sono attenta ai dettagli ora, quindi mi giro. Un bambino extra comunitario con tanto di mamma al seguito mi sta chiamando per restituirmi la spada che ho perso.

  • I am really proud of you: sono riuscita a finire il corso e gli effetti benefici arrivano anche a chi mi sta intorno.

Mentre ero a Vienna sulla strada del ritorno, la mia  Sister mi chiama (sì proprio lei mi che mi aveva quasi giudicato prima che partissi per quel di Praga) per sapere come è stato questo corso di Meditazione. Sono stata al telefono, con la razionale della famiglia, quasi per 40 minuti. Super curiosa di sapere com’era andata e come mi sentivo.

  •  Be equonimus: direi che è stato, davvero, molto ma molto generoso con me. 

L’ultima mattina del corso in cui possiamo ri-parlare, una coppia di Rumeni conosciuti all’inizio mi si avvicina. Io, come molti altri corsisti, non ho molta voglia di parlare e faccio anche fatica a trasformare i pensieri in parole. Lui mi si avvicina e dopo avermi squadrato dall’alto al basso (anzi dal basso all’alto) mi chiede se può farmi una domanda. Do’ l’ok. Domanda: “Federica, hai qualche problema di alcolismo ? No perché sei così magra!”  Lo guardo, sorrido, rido e lo saluto augurandogli buona vita. Be equonimus 1.  

Una corsista Ceca a sedere nel mio stesso tavolo per la colazione inizia a parlare a macchinetta. Io ascolto e sorrido. Poi se ne esce con un: “Bellissimo questo albergo in cui abbiamo fatto il corso. Io mi sono sentita veramente fortunata”. La prima cosa che ho pensato io quando ho visto l’albergo è stata: “Se vedo solo le sorelle  di Shining sono già fortunata”. Ho capito che il mio punto di vista, da Italiana, ed il suo da Ceca, erano semplicemente diversi. Be equonimus 2

Sulla strada del ritorno, in macchina con alcuni corsisti, compro al volo un biglietto con Flixbus.  Siamo vicini a Praga e con la tempistica ce la faccio ampiamente. Detto, fatto. Incidente. Ritardo di tre ore. Perdo il bus ed arrivata alla stazione di Praga, il sito di Flixbus non mi da più le opzioni from Praga. Cerco un ufficio in cui qualcuno parli Inglese. Mission Impossibile (alla fine ce l’ho fatta). Be equonimus 3.

Finito post Meditazione Vipassana#2. Se non sapete cos’è la meditazione Vipassana andatevi a leggere questo, non si mangia…non si beve…non si fuma…si fa od almeno ci si prova.

 

 

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