Roberta Padroni: “Umiltà e determinazione in Colombia”


Roberta Padroni, autrice del blog www.incolombia.it, l’ho conosciuta la scorsa primavera a Bogotà’ (2016). Ci siamo incontrate in un locale abbastanza bizzarro e siamo state presentate da amici di amici. Mi ha raccontato che aveva lasciato la sua vecchia vita per lanciarsi in qualcosa di nuovo: la Colombia. Siamo poi salite su un taxi insieme per tornare a casa, il taxista non era troppo contento ed ha infatti fatto la retromarcia per intero in una strada, a senso unico, quindi anche se volessi ma proprio ma proprio volessi non potrei mai dimenticarmela !! Mi ha subito colpito la sua umiltà‘ ed al tempo stesso la sua determinazione. Sono profondamente innamorata delle persone umili ovvero:

“da quelle persone con le quali riesci a parlare, in cui c’e’ rispetto e spazio reciproco di espressione e di ascolto ed alle quali sorridono gli occhi”.

Senza saperlo io e Roberta siamo tornate in Italia più’ o meno nello stesso periodo. Seguendola sul blog ho poi scoperto che era ad una fiera a Rimini e l’ho contattata per poterla rivedere. Senza saperlo Miss Colombia mi ha dato quella spinta che mi serviva per potermi iscrivere ad un corso di studi che ho appena intrapreso e per questo la ringrazierò’ always.  Da allora la seguo fisso sul suo blog incolombia.it e quindi ho deciso di intervistarla.

Qui elencate le 9 domande, 9 risposte. Il tempo di lettura ovvero i minuti necessari per: ordinare un cappuccino e brioche, degustare il tutto, scambiare due chiacchiere con la/il barista e sorridere a questa primavera appena arrivata. Io, nel preparare l’intervista, mi sono sentita particolarmente inspirata ma lei lo e’ stata di più’ perche’, sempre la sua umiltà’ le ha permesso di mettersi a nudo e di rispondere alle mie difficili ed intime domande.

 1) Quale e’ stato il percorso di illuminazione che ti ha permesso di capire anni fa quanto fosse necessario/importante per te, smettere di essere dipendente da altri ed intraprendere invece la strada che ti ha fatto diventare dipendente da te’ stessa (un libro in particolare, un evento in particolare, un incontro particolare, altro) ?

In realtà fin da ragazzina mi è sempre stato chiaro, e sono sempre stata abbastanza ribelle. Mia mamma mi ha cresciuto inculcandomi l’indipendenza. Da ragazzina odiavo studiare e odiavo andare a scuola, di conseguenza i miei voti non erano mai alti e un anno sono anche stata bocciata! Mia madre mi rimproverava dicendomi: “Nella vita cosa vuoi fare? Dipendere da un uomo? Se vuoi essere libera di fare quello che ti pare devi studiare per trovarti un buon lavoro, guadagnare i tuoi soldi, non dover chiedere niente a nessuno, poter prendere le tue decisioni in maniera indipendente (tutto questo gridando). Bene, la sua voce ancora mi rimbomba nel cervello oggi! Penso che sia per questo motivo che son cresciuta sempre abbastanza indipendente, soprattutto mentalmente.

2) Quando hai saltato hai capito subito il tuo obiettivo, chi volevi veramente essere, stile illuminazione fulminea o si e’ andato delineando meglio con il tempo/con il tuo movimento ?

In realtà ancora oggi non so bene dove sto andando e dove arriverò. Vivo molto alla giornata e seguo l’istinto. Ho tanti progetti e idee nella testa e ogni giorno ne nascono di nuove. Lavoro simultaneamente a tanti di questi progetti, alcuni vanno bene, altri male e altri ancora muoiono col tempo non vedendo risultati e possibilità.

Di salti ne ho fatti tanti in passato e tutt’ora mi butto a capofitto in qualcosa in cui credo. Non sempre è andata bene, però sicuramente ho imparato.

Quando ho lasciato l’Italia per andare a Londra pensavo di rimanere tre mesi, fare un corso di inglese e ritornare al mio lavoro d’ufficio a Roma (lavoravo in un tour operator ai tempi). Invece ho finito per vivere a Londra 7 anni perché in quel momento mi rendeva felice. Quando ho lasciato Londra per la Colombia non avevo idea di cosa sarebbe successo. La idea era di prendermi un periodo sabbatico per viaggiare. Non avevo nulla da perdere, avevo un lavoro che non era quello per cui avevo studiato e che avrei ritrovato in qualsiasi momento, non avevo famiglia, mutui, debiti, niente di niente. Pensavo di passare sei mesi viaggiando in Sud America e invece è diventato un anno di viaggio. Pensavo di ritornare alla mia triste vita di Londra invece mi ritrovo nuovamente in Colombia.

Purtroppo non sono nata con il dono di prevedere il futuro, e per quanto quotidianamente consulti l’oroscopo, continuo a non sapere cosa accadrà domani.

3) Ci sono dei consigli/suggerimenti/stimoli che ti sarebbe piaciuto ricevere quando hai “saltato” e che ti sentiresti di dare oggi a chi sta per intraprendere lo stesso salto ?

Sì. Smettere di pensare a “cosa potrebbe succedere se…”.

Come ho detto prima non possiamo prevedere il futuro, quindi non possiamo sapere “cosa potrebbe succedere se…”. Possiamo prendere precauzioni per fare in modo che non succeda, ma non possiamo evitare che qualcosa succeda.

Il mio consiglio è di prendere la vita un po’ più alla leggera, vedere il positivo, essere grati per le opportunità che si hanno e quelle che salteranno fuori. Smettere di pensare troppo e agire di più, tanto la fine la sappiamo tutti qual’è ed è uguale per ognuno di noi, non esistono premi per nessuno!

3) Nei tuoi momenti di crisi (perche’ purtroppo/per fortuna ci sono anche quelli) come sei riuscita a non mollare/fissare il tuo/tuoi obiettivo/i ?

Sono nata testarda, quindi se mi metto in testa qualcosa e ho un progetto in cui credo e son convinta sia buono, nessuno può’ smuovermi.

E’ stato molto duro l’ultimo anno a Londra, per risparmiare i soldi per viaggiare vivevo in una camera molto piccola in casa con altre persone, lavoravo doppi turni, in un anno sono uscita tre volte (e quelle volte me ne son anche pentita perché ho speso un sacco di soldi!), andavo a lavoro in bus impiegando il doppio del tempo perché la metro costava il doppio….Insomma è stato abbastanza pesante. Però avevo degli obiettivi ben chiari: realizzare uno dei miei sogni (viaggiare) e cambiare lavoro, studiando e cercando nuove opportunità.

Quello che mi ha aiutato tanto in quell’anno è stata la palestra. Era l’unica spesa di cui non mi privavo ed è stata la mia salvezza per non impazzire (e a volte ho pensato potesse succedere!)

4) La difficoltà’ a mio avviso per chi salta e’ di riuscire a rimanere incollato al momento presente (ovvero il salto) ed allo stesso tempo a pianificare/visualizzare i progetti futuri/dove si vuole arrivare/chi si vuole essere, difficoltà’ dettata semplicemente dal fatto che oggi si vive molto la dimensione tecnologica in cui tutto arriva subito….un click e lo trovi…ma gli step della vita non sono proprio cosi’ istantanei….anzi tutt’altro !! Il tuo muoverti, lasciare gli UK per viaggiare mesi e mesi per la Colombia, tornare in Italia, ripartire per Sud America fino a tornare ancora una volta a casa, la Colombia…in tutto questo movimento (che sia ben chiaro, per me movimento e’ salvezza) come sei riuscita a vivere il momento presente in direzione futura ? 

So’ che non è molto di moda o cool, ma io credo in Dio. Ognuno di noi deve credere in qualcosa, se non è un Dio è l’Universo, Krishna, Buddah, un’altra persona, sé stessi.

Nei momenti in cui arrivava la botta di negatività che mi chiedevo “ma che cacchio sto facendo” pregavo. E quasi subito qualcosa di molto buono accadeva. E questo mi capita molto spesso.

Con questa positività e equilibrio interiore riesco a vivere il presente. Quando vedo un luogo bellissimo mi faccio una fotografia mentale del momento, dei colori, degli odori e di tutto ciò che circonda quel momento, per conservarlo dentro i miei ricordi per sempre.

Vivere il presente al meglio è essere positivi e mettersi in testa che siamo tutti sulla stessa barca, anche se sui social vogliamo mostrare che così non è!

5) Hai vissuto moltissimi anni in UK quindi forse non e’ facile per te percepire il vissuto femminile Italiano odierno ma ci proviamo ugualmente ripensando ai tuoi momenti di rientro in Italia . In quelle occasioni hai avuto la percezione che di donne Italiane che hanno fatto il salto ce ne siano poche, ce ne siano molte, ce ne siano molte che vorrebbero farlo ma che per cultura maschile ancora troppo radicata e nascosta, religione, doveri famigliari non riescano a credere abbastanza nelle proprie capacita’ e quindi a non fare il salto ?

Avendo viaggiato in Paesi dove le donne valgono meno di niente e avendo avuto a che fare con persone di culture molto differenti dalla mia, mi son resa conto che in Italia siamo delle privilegiate.

In realtà non ci manca nulla e la società ha molto rispetto di noi.

La “cultura maschile” è qualcosa che creiamo nella nostra mente, ma in realtà non esiste. Siamo noi ad educare il maschio, che sia il nostro padre, fratello, cugino, fidanzato o marito.

Chi non fa il salto è perché ha altre priorità, ha molto da perdere, ha poltronite mentale o non ha una motivazione abbastanza forte da buttarsi.

E va bene così. Io mi son buttata perché mi son messa nelle condizioni di non avere nulla da perdere, ma dall’altra parte della facciata molte persone non vedono che non ho una casa, non ho un auto, non ho una famiglia, non ho figli, non ho un lavoro stabile e non ho quasi più risparmi!

6) Quando sei arrivata in Colombia, la tua nuova casa, oppure chissà’ in una delle tue vite passate, la prima casa, dato che ci ho vissuto anche io cosa ti ha fatto capire/sentire: questo e’ il mio posto nel mondo (almeno per il momento)? Non parliamo di come e’ la gente, del clima, parliamo di sensazioni inconsce, di quelle cose che conosciamo bene entrambe, qualcosa che non puoi spiegare consciamente, parliamo di vibrazioni, di dettagli, di porte che si aprono senza troppa fatica al tuo passare (un buon suggerimento per imparare un po’ di più’ tutte/tutti ad aprire i nostri cuori e riconoscere i  dettagli che l’Universo o chi per lui ci regala)?

E’ difficile rispondere a questa domanda perché per me si tratta di un discorso un po’ mistico.

Forse sono stata (e sono?) nel posto giusto al momento giusto. Per esempio quando sono arrivata in Colombia l’anno scorso, mi sono iscritta ad un corso di spagnolo, e il primo giorno di scuola quando ho detto che avevo un blog sulla Colombia, il direttore della scuola mi ha chiesto se volevo fare un interscambio con loro: scuola e alloggio in cambio di aiuto nel marketing digitale. Ho avuto l’occasione di studiare cinque mesi spagnolo in una scuola buonissima che costa molto e che in condizioni normali non avrei mai potuto permettermi diventando cosi’ fluente in spagnolo!

Io in realtà non ho fatto nulla, ho solo parlato di quello che facevo e sapevo fare, e la porta si è aperta automaticamente.

E storie simili mi son successe e mi succedono di continuo qui in Colombia.

Io penso che quando segui quello che ti dice la tua voce interiore e fai cose che ti piacciono e ti fanno stare bene, automaticamente “muovi” energie positive nell’universo e le porte si aprono!

7) Negli ultimi mesi hai vissuto in movimento, ci potresti raccontare anche solo una cosa bella che ti e’ successa e non spiegabile, di quelle cose belle che l’Universo ci regala quando ci mettiamo in movimento/apriamo ovvero: una particolare situazione che ti ha messo in contatto con qualcuno che ti ha offerto di collaborare con lei/lui, qualcosa successo che ti ha fatto dire: “ho fatto la scelta giusta, questi sono gli indizi” ?

Infinite situazioni! Ma ti racconterò la più importante.

Quattro anni fa a Londra ero andata con un’amica in un locale con musica latina a bere un drink e ascoltare musica.

Quella sera ho conosciuto il colombiano che mi ha fatto incuriosire così tanto per il suo Paese che alla fine ha portato a tutto questo.

Con questa persona c’è stato più di un’amicizia per un po’ di tempo, ma il rapporto non era per niente positivo. Una parte di me è cambiata e come tutti i cambiamenti viene con dei momenti molto molto duri. Eppure se non avessi passato tutti quei momenti tristi non sarei passata (forse) attraverso questa fase di cambiamento che mi ha portato a viaggiare. Sono quindi grata a lui per la persona che sono adesso.

8) Ci sono delle qualità che a tuo avviso bisogna sviluppare/affinare per fare il salto che hai fatto tu ovvero per chi ha scelto di diventare poco a poco dipendente solo da se’ stesso ?

Credere in se’ stessi e nell’Universo. Avere fiducia che qualcosa di buono, in ogni caso, uscirà fuori.

Lottare con se stessi per avere solo pensamenti positivi nella propria mente, so che non è facile, ma se ci pensi quando siamo nati e imparavamo a camminare non ci siamo mai detto “no, è troppo difficile, non ce la posso fare”. Lo facevamo e basta, senza pensare. Bene, dobbiamo riprendere quello stesso istinto infantile e pensare che sì o sì lo facciamo e avremo successo.

9) Lasciaci se vuoi/puoi con un dettaglio di cosa stai facendo ora, di come ti senti ora ed un augurio dedicato a tutte le donne che stanno per saltare od hanno appeno saltato come hai fatto tu !!

In questo momento vivo in una città della Colombia che si chiama Villa Vicencio (a due ore a sud di Bogotà):

  • sto frequentando un master on line con l’università di Madrid in Digital marketing management;
  • sto lavorando ad un altro blog che parla di marketing turistico, blogging e viaggi che dal nome: latravelblogger.com;
  • aiuto inoltre alcune imprese turistiche di qui con la loro strategia di digital marketing;
  • e ovviamente pianifico nuovi viaggi.

Il mio augurio è di credere in se’ stesse e avere fiducia nell’Universo, che qualcosa di buono alla fine salta sempre fuori. Non pensare troppo e fare quello che vi fa più felice, non dovete dimostrare niente a nessuno se non a voi stesse. Smettete di paragonarvi ad altre persone, perché tutti abbiamo problemi, anche chi non li mostra nei social o non ve lo viene a dire in faccia. Vivete la vita nel miglior modo possibile secondo voi, ricordatevi che alla fine non si vince un premio perché avremo tutti la stessa fine!

Appena ho riletto le risposte di Roberta, che mi sono letta tutta d’un fiato, stavo per commuovervi. La commozione non era questione di ciclo femminile in arrivo ma nel vedere o meglio percepire con quanta umiltà’ la Rob (il suo soprannome, per me almeno) si sia messa a nudo, raccontando i momenti difficili per raggiungere il suo obiettivo, momenti in cui ha sentito di non farcela.

La descrizione bellissima in cui Roberta parla del non preoccuparsi del cosa succederà’ dopo che si e’ cambiato direzione perche’ qualcosa di bello succede sempre. L’importanza di credere, come la sottoscritta, che ci sia qualcosa sopra od intorno di noi, il cui nome alla fine poco importa, sempre li’ pronto ad aiutarci qualora noi lo si chiami. Il suo cercare di vedere o trovare il lato positivo delle cose. Il suo mettere in evidenza che, come quando eravamo bambini, possiamo imparare cose da zero azzerando invece i nostri blocchi e paure. Il suo ricordare/ricordarci che questa vita non e’ eterna, che alla fine tutti dovremmo passare dal traguardo finale senza nessun trattamento speciale, da quindi l’importanza assoluta di non sprecare questa vita, perche’ questa vita e’ questa/una.

Grazie Roberta per il tempo che mi/ci hai regalato, il tempo di una colazione socievole e propositiva in un qualsiasi bar del mondo (meglio pero’ se si tratta di un bar Colombiano) !!

Per contattare Roberta di In Colombia :

Roberta Padroni on FB

www.incolombia.it 

In Colombia on Fb 

 

 

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