Una vera VACANZA: “VOLONTARIATO in LibanO” (4)


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Andiamo a ritroso, perché andare letteralmente indietro, ti permette di vedere i tanti passi compiuti, e ti da quella bella spinta per andare avanti, senza troppi ma e troppi se.

Indi: partiamo dal 4. L’ultimo (al momento): ” VOLONTARIATO IN LIBANO”.

Dalla prima volta in cui abbiamo fatto volontariato, sono passati 20 anni (1998-2018). Un viaggio che dura e continua. Vi starete sicuramente chiedendo quanti anni abbiamo. Alla fine, e secondo noi è vero, ognuno ha gli anni che si sente. In ogni caso, ci siamo avvicinate giovanissime al VOLONTARIATO (e per questo ringraziamo la nostra crazy family).

Vi prendiamo per mano per percorrere, insieme, questo viaggio, facendovi scoprire poco a poco, con dettagli, emozioni, entrando insieme nel flusso del dare senza ricevere, delle non aspettative, dell’uno che diventa piano piano un due e molto di più, del varcare la soglia del conosciuto, cosa significa fare: VOLONTARIATO.

Sentirete l’energia che possiedono queste dodici lettere: “Energia che, inevitabilmente, modella e trasforma”.

Sarà stato l’anniversario, sarà stato che poteva andare solo così, sta di fatto che, nel 2018 ho deciso di fare volontariato in LIBANO. Il posto dove appena appoggiato i miei piedi al suolo, mi sono sentita a CASA (il primo posto, dove, ad oggi, mi sento veramente me stessa, con una energia esagerata, tanto che a volte mi devo scaricare, infilando le dita letteralmente nella presa della corrente (non sarà un caso che, durante l’estate 2018, il mio cellulare si sia letteralmente COTTO).

N.B. Vi prometto che durante la PRIMAVERA/ESTATE 2019, organizziamo un viaggio, per farvi conoscere questo AMAZING paese, facendovi vivere una breve esperienza di VOLONTARIATO e scoprire i posti bellissimi e assolutamente diversi, sparpagliati sul minuscolo territorio Libanese.

Conoscevo qualcosa del LIBANO ? NO, però sapevo che non era la LIBIA (errore comune a molti Italiani).

La sillaba è la stessa, “LI“, solo che la LIbia, il nome corto, è in AFRICA, mentre il LIbano, nome lungo, è in Middle Est.

Perchè allora il LIBANO ?

(Blue Moscow: BEIRUTI)

E’ dal lontano 2014 che ne avevo sentito parlare. Poi nell’arco degli anni mi sono arrivate alcune informazioni sporadiche a riguardo,  ma nulla che destasse la mia attenzione. Insomma non mi era mai scattato nessun link. Siamo un po’ illuminati, ma a quanto pare, non ancora abbastanza. Poi, durante l’inizio estate 2018, mentre cercavo un posto al mondo dove fare volontariato, è arrivato lui. Giuro: “Non avevamo bevuto, ne tanto meno fumato”. Probabilmente la famosa mano invisibile si è manifestata, per indicarmi la direzione e darmi una bella spinta (io ovviamente ci ho messo anche del mio).

Mi sono svegliata una mattina, con lui, in testa.

Mi sono infilata per una settimana letteralmente dentro a GOOGLE, e quello che ho trovato dall’altra parte, è stato un BENVENUTO, inaspettato.

Ho scritto a tutti i vari contatti trovati on line. Ho contatto anche il gruppo ITALIANI in LIBANO: fenomenale. Ho inviato la mia Application Form per  una associazione che mi era stata consigliata, e a me assolutamente anonima: Relief & Reconciliation.  La cosa più illuminante di tutte, è stata fare una cosa in cui ero diventata bravissima e di cui nell’ultimo anno (non troppo pieno di luce) mi ero dimenticata, invece, aver imparato a fare, benissimo.

(Peace Center “R&R”/Akkar region/Lebanon/Al confine con la Siria)

“La chiave d’accesso per tutto”

Ho avuto fiducia. Ho allontanato il negativo. Era talmente elevato il mio sentirmi connessa con un paese super lontano e sconosciuto, che l’ho fatto.

“Ho comprato il biglietto aereo senza sapere se avevo passato la selezione”.

Mi sono vista già nella situazione, mi sono vista letteralmente dentro, IN. Mi sono vista protagonista.

Avevo preso altri contatti, altre possibilità di dove poter far volontariato in Libano, e in caso non fosse andata con l’ Application Form di R & R,  mi sarei presentata direttamente e, qualcosa avrebbe fatto sicuramente click.  Nulla di “certo”, parola che blocca sempre la nostra mente. Sarebbe stato più difficile, certo, ma avrei trovato qualcosa ugualmente.

Era dentro di me, lo sentivo, e mi ero completamente dimenticata la sensazione che produceva il tutto:

“ESSERE CONNESSI” !!!

Due atteggiamenti, che ho imparato essere fenomenali e fondamentali (che consiglio vivamente a TUTTI/E di iniziare ad UTILIZZARE): “HO CREDUTO” e “MI SONO SBATTUTA”.

A pochi giorni dal mio volo aereo, e mentre ero a un festival, che in teoria mi sarebbe dovuto piacere, ma dove, per qualche strano motivo, mi sentivo assolutamente fuori luogo, arriva la email: “SONO IN“, “MI HANNO PRESO”.

Spengo il festival, vado a dormire (in tenda), SORRIDO E RINGRAZIO !!!

Ce l’avevo fatta, era riuscita nuovamente a muovermi (uno stallo personale che mi stava creando non pochi problemi).

“Il nostro volontariato in Libano”

La mia esperienza, riassunta al massimo, che speriamo possa illuminare altri, sul perché fare volontariato, dove passo per passo, Vi spieghiamo come funziona, e cosa succede dentro questa BELLA BOLLA.

“ANCHE SE ADESSO E’ MOLTO DI MODA FARLO, NON SI PAGA PER FARE VOLONTARIATO”. 

(The Summer Camp: Lebanon)

  • QUELLO CHE (NON) HO PAGATO per FARE VOLONTARIATO in LIBANO

Abbiamo donato 100 Euro (cada uno dei volontari), per un mese di soggiorno presso la NGO R & R. Per circa 35 giorni, abbiamo avuto vitto e alloggio spesato.

  • IN COSA E’ CONSISTITO IL NOSTRO VOLONTARIATO

a) Il gruppo di volontari si incaricava di fare la spesa, cucinare, pulire, fare le lavatrici, stendere, di tutto quello, insomma, che riguardava la casa e la sua sopravvivenza. Il tutto sommato al lavorare su differenti progetti, in contemporanea. Noi di N.O.B. non crediamo mai di aver lavorato così tanto in vita nostra. Come si dice in gergo: “Ci siamo fatti un mazzo tanto” ma abbiamo imparato altrettanto tanto.

(Non c’è bisogno di descrizione)

b) Durante i primi giorni, abbiamo studiato con alcuni esperti del settore, la storia del Libano, il conflitto Siriano, tanto altro ancora. Una vera SUMMER CAMP (di cui eravamo assolutamente all’oscuro e che ci ha dato tantissimo). Abbiamo letteralmente ritirato fuori e riutilizzato il nostro Inglese e Spagnolo (eravamo quelli che parlavano meno lingue di tutti e peggio, così per dire). Non solo, abbiamo preso lezioni di ARABO, quando non eravamo troppo brasate, dalla teacher più brava del mondo (sul serio, e lo dice una EX-Insegnante). Safa, la volontaria Siriana del nostro gruppo.

(Safa 4 President: The Best TEACHER around the WORLD)

c) Il gruppo di volontari si è diviso in diversi team: 1) Communication; 2) Education; 3) Conflict Resolution; 4) Social Management. Ognuno di questi,  doveva proporre dei veri e propri progetti, atti a implementare l’operato della ONG sulla realtà circostante, in un arco di tempo strettissimo.

    (Dopo il primo giorno di Summer Camp, il gruppo di volontari decide di tornare nella casa che ci avrebbe ospitato, a piedi: 3 ore di cammino, di canti, balli e scoperta del territorio)

d) Abbiamo organizzato un centro estivo dalla A alla Z, al confine Siriano (si perchè l’ONG dove abbiamo svolto volontariato era al confine con la SIRIA), con bambini Siriani, Libanesi, appartenenti a diverse religioni (cosa alquanto rara in LIBANO).  Abbiamo fatto dei veri e propri sopralluoghi per cercare il luogo ideale dove svolgere il centro estivo.

(Alla fine del primo giorno del S.C.)

e) Abbiamo imparato canzoni in Arabo (ci abbiamo provato) e nuovi giochi, da proporre durante il Summer Camp da lei, quella che avete appena visto nella foto, schienata. Miss Sabine.  25 anni. Studia musica orientale in un conservatorio professionale in Libano. Non le basta. Si iscrive alla facoltà di Ingegneria Biomedica (è quasi alla fine), e nel mentre, porta avanti la sua attività di intrattenimento musicale per bambini e non solo. Lei, ci ha letteralmente preso per mano, fatto sentire e scoprire la musica Araba, ed è stata una parte logistica importante durante il Summer Camp. Una potenza e una voce da urlo (appunto).

f) La sede centrale di R&R è ubicata in Belgio. Poi un giorno arriva un tedesco a lavorare in Libano (che si chiama esattamente come N.O.B.) nel settore della cooperazione internazionale. Ha raggiunto alti livelli, conosce PADRE PAOLO (qui trovate la sua storia) e viene illuminato dal suo pensiero.  Non crede più nelle azioni umanitarie a grande scala, e decide di aprire una sede di R & R, in Libano, che si base in toto su donazioni private. E’ per questo motivo che uno dei nostri compiti, è stato anche quello di creare una campagna ad hoc, di crowfunding, per il Summer Camp, in zero tempo.

g) Siamo stati in diversi campi profughi. Abbiamo conosciuto famiglie Siriane e Libanesi. Abbiamo conosciuto comunità di diverse religioni e culture. Siamo entrati in empatia, con chi si stava mettendo a nudo e raccontando il proprio vissuto. Abbiamo cercato di non farci ingrossare gli occhi. Alcune volte ce l’abbiamo fatta, altre volte con un pretesto qualsiasi, ci siamo allontanati con discrezione.

(Pittura con henné in un campo profughi)

h) Abbiamo fatto fare meditazione per la prima volta, sul roof del P.C. quasi per scherzo al gruppo dei 16. Una prova che, a grande richiesta, è diventato un’appuntamento fisso per i volontari. Da qui è nata l’idea di mettere in moto un altro progetto, quella la meditazione nei campi profughi o a chiunque ne abbia bisogno e non se lo possa permettere.

i) Creato una sorta di veglia di preghiera cantata, dove ognuno di noi ha scoperto di essere bravissimo a cantare.

Friday Fun per bambini (rigufiati) Siriani, presso il P.C.

l) Organizzato il FRIDAY FUN (che per noi volontari di funny, aveva veramente poco) con bambini Siriani che vivevano vicino a noi (chi in sistemazioni di fortuna, chi in garage, chi nei campi profughi). Abbiamo sentito e percepito la loro “aggressività”, derivata senza ombra di dubbio, dall’aver vissuto così piccoli, una guerra. Mentre la volontaria Catalana, durante un gioco (quello della sedia e della musica), cantava una tipica canzone Catalana per bambini, abbiamo visto un bambino innamorarsi della song (qui il link alla canzone). Tutte le volte che ci vedeva nel piccolo paese dove era ubicata la NGO (BZARQLA), lui, e non solo, partiva con il ritornello. (AMAZING). Nella piccola cittadina, era quasi diventato il tormentone dell’estate 2018.

(Carichi come dei muli, si parte all’alba, dopo aver dormito tipo 3 ore, per il primo giorno del Summer Camp)

m) Nell’arco di due ore, senza preavviso, ogni volontario, finito il Summer Camp, ha dovuto decidere un tema da approfondire e presentare poi presso una Università Libanese. Noi ci siamo buttati sull’importanza dello spazio/tempo vuoto, per coloro che hanno subito il trauma di una guerra, attraverso il supporto della meditazione, del silenzio e del gioco libero.

  • ESSERE VOLONTARI MA NON SOLO

(Momenti di rilassamento e di funny time, in quel di BEIRUT)

  • In tutto questo tanto fare, c’e’ stato anche il nostro essere NOI. Noi volontari come persone, con i nostri difetti e pregi. Veramente poco tempo personale a disposizione. Un solo bagno per 10 donne, con un media, ciascuna, di circa 3 minuti dentro.  Acqua fredda e spesso la luce che saltava (nessuno si è mai lamentato).  Abbiamo bevuto birre insieme. Ci siamo fatti i gavettoni a sorpresa.

(Cascate vicino al P.C.)

    (Alla scoperta di Tripoli, bevendo il caffè su una sedia qualunque, perché in Libano troverete sempre una sedia su cui sedervi).
  • Abbiamo scoperto il cibo Lebanese, ancora troppo poco conosciuto nel Bel Paese, essere amazing, e anche se sono Italiana, mi dispiace ma arriva quasi in cima alla lista.

  • Tutte le volte che abbiamo potuto,  durante il week-end, o in alcuni casi, anche un solo giorno, siamo andati alla scoperta del LIBANO, o a fare una capatina in quel di BEIRUTI. Serviva a noi per ri-ossigenarci, per conoscere la cultura circostante e per uscire dal ruolo/categoria di “Volontario”.
  • Abbiamo scoperto essere la lingua Araba bellissima. Nulla a che vedere con quello che siamo abituati a sentire e proveniente dal Nord Africa. Da sempre chi voleva studiare l’Arabo, quello puro, si recava in Siria. A seguito della guerra, il centro si è spostato in Libano. Il suo ritmo, è qualcosa di dolce, come un grande abbraccio.
  • Abbiamo organizzato una festa di compleanno a sorpresa per uno dei volontari, che ha letteralmente rischiato di saltare. Già, perché qualcuno è uscito  a comprare qualcosa e, tardando ad arrivare,  qualcun’altro è uscito a cercare chi tardava ad arrivare. Ovviamente poi chi tardava ad arrivare, è arrivato ed è uscito a cercare gli altri, che erano usciti a cercare. Un Film insomma, solo che questo è stato REALE.

(Festa di compleanno a sorpresa/in teoria: crazy night)

  • Abbiamo sempre visto, di notte, sul tetto del P.C.,  i fari che illuminavano il confine SIRIANO. Si’ proprio come quelli che nei film Americani vengono ripresi all’interno delle prigioni, per controllare che nessuno scappi. Abbiamo inventato canzoni in diverse lingue. Abbiamo ballato di notte nella living room del P.C. Abbiamo fumato narghile.
  • Abbiamo lavorato fino alle 03.00 a.m. Abbiamo cucinato la prima sera, senza avere una minima idea della cucina e del forno, gli spaghetti per 20 persone, perché appena sanno che sei ITALIANA, stare in cucina, è quasi d’obbligo. Ovviamente, il gruppo dei 16, da subito, ha cominciato a lasciare biglietti sparsi per il P.C. con scritto: “PIZZA” e pizza è stata. Ansia esagerata da prestazione, ma l’abbiamo fatta !

(La nostra pizza in Libano: “Oh My God”)

  • COME E’ ANDATA LA NOSTRA ESPERIENZA di VOLONTARIATO ?

In un giorno di super stress (la sera prima dell’inizio del Summer Camp, si è rischiato che il tutto saltasse)  e con una bella birra ghiacciata in mano, una dei volontari, ha cominciato a imitare qualcuno/a del gruppo. Uno spettacolo teatrale comico e reale, improvvisato, con strumenti e abbigliamenti di fortuna, trovati qua e là, con il quale abbiamo riso, imparando allo stesso tempo l’uno dall’altro.

In un forte momento di smarrimento, dove i volontari potevano assolutamente mandarsi a quel paese, e criticarsi a vicenda, IL GRUPPO, senza rendersene probabilmente conto,  si è unito ancora di più, adottando una strategia completamente differente. Abbiamo fatto entrare nel P.C. (la sede legale della NGO ma anche casa nostra) l’IRONIA.  Ovviamente sono arrivate le imitazioni anche dei responsabili del P.C. che abbiamo fatto addirittura, per le strade di Beirut.

(Imitazione di uno dei responsabili del P.C. per le vie di Beirut)

Guardandosi da un punto di vista esterno, in maniera ironica, siamo riusciti a ridere dei nostri difetti, dei difetti altrui e a impararne. Non abbiamo mai “sbottato” e nessuno ha mai criticato nessuno (ci siamo andati vicini). Senza volerlo, abbiamo messo in pratica un grande esempio di RESILIENZA. Ovviamente ognuno si è ritrovato appioppato un soprannome (N.O.B. ha contribuito assai a questo, anche perché all’inizio storpiavamo tutti i nomi e ovviamente nessuno ci rispondeva).

Qui trovate un video veramente funny e delirante, accaduto la sera/notte prima di iniziare il SUMMER CAMP.  Ore 03.00 A.M. Alle 06.30 c’era la sveglia. Siamo passati dal non aver nessun partecipante al centro estivo, a rischiare che saltasse il tutto, ad avere il doppio degli iscritti. Si’ perché quando in un paese scoppia una guerra religiosa, nonostante siano passati molti anni dalla sua fine, non è detto che le diverse comunità religiose si fidino, ancora, le une delle altre.  Lui il ragazzo Siriano che con il suo modo di fare ci ha aperto moltissime porte. Lei una Catalana, veramente multi-tasking.

Nel gruppo, come un grande salvadanaio, ognuno ha messo quello che poteva. Tutti potevano accedervi, in termini di conoscenza, quando volevano e se volevano. Ci siamo fusi l’uno nell’altro, migliorando noi stessi, dato senza aspettare nulla in cambio, ci siamo fidati,  abbiamo creduto l’uno nell’altro.

(Miss impara a COMUNICARE BENE)

Lei, per esempio, spesso ci ha raddrizzato, quando rischiavamo di farci trascinare dalla corrente. La giornalista. Decide di lasciare il prestigioso lavoro, per vivere in posti poco probabili (Senegal, Reunion Island, Madagascar, Saint Perre et Miquelon) a favore di qualcuno che spesso, viene dimenticato dal resto del mondo. Abbiamo imparato, piano piano, l’importanza delle parole che si usano nella comunicazione altrui. Aspettare prima di usare la nostra voce, per rendere pubblica una nostra riflessione, in particolare modo, quando davanti a te, ci sono giovani ragazzi, che potrebbero essere tranquillamente tuoi coetanei e che sono fuggiti da una guerra, non quelle viste nei film, quella vera.

(Lui ha permesso che un gruppo di tre ce la facesse, INSIEME)

Poi c’è lui. Uno dei 3 Siriani. Quello più grande (24 anni). Quello che ha guidato/salvato il gruppo dei tre, fuori dalla Siria. Sono arrivati in Senegal (I Siriani non hanno bisogno della VISA per entrare in questo paese). Si sono spostati in Iraq. Po in Turchia, per arrivare a piedi in Libano, perché sono riusciti a prendere contatto con una organizzazione umanitaria che si occupa di corridori umanitari. Aspettare, aspettare, aspettare, aspettare e finalmente avere la notizia di arrivare legalmente in Italia. Partirà per prima Safa, la ragazza Siriana. Poi il ragazzo Siriano più giovane (quello che avete visto sul tetto del furgoncino) e poi lui. Non si sa il quando, e il quando per lui potrebbe essere tra molto. Lui, adesso, è stanco, ma il gruppo dei 16, ognuno a modo proprio, gli è vicino.  Trovare lavoro in Libano, per un Siriano, è quasi una missione impossible. In un altro post vi spiegheremo bene il perché. Noi di N.O.B. abbiamo deciso che vogliamo imparare, almeno una base di ARABO. Così io e un amico, prenderemo lezioni di Arabo da lui. Bellissimo (solo che non si riconosce più allo specchio), e intelligentissimo (anche questo spesso se lo dimentica). Lui sarà il nostro ARABIC TEACHER, e in caso siate interessati, impartisce lezioni anche on line. Qui il suo profilo on FB.

(I buchi che vedete nell’edificio, sono i segni lasciati dalla guerra)

Abbiamo realizzato quanto le informazioni arrivate in Europa, a proposito della guerra in Siria, anche per chi è solito attingere a diversi fonti, siano state distanti anni luce dalla realtà. Abbiamo imparato a non giudicare, eravamo già sulla strada giusta, ma questa volta il tutto è stato amplificato. Tra noi gruppo di volontari, 16 in tutto, provenienti da: Spagna, Italia, Francia, Repubblica Ceca, England, Scozia, Romania, America, Siria, si è formato un nocciolo duro. Una AMICIZIA forte che ci lega tutt’ora, nonostante molti di noi (loro) siano tornati al proprio paese di origine. Un gruppo che per quello che può, in base alle disponibilità in termini di logistica, economica, invio di canzoni, di foto, di cavolate by wa, è vicino ai tre ragazzi Siriani, accompagnandoli e standogli vicino (ognuno da un paese diverso). Questo è quello che succede quando c’è una AMICIZIA VERA. Ora non sono più nella sede della NGO. Stanno cercando di stare in equilibrio, in attesa che l’associazione Italiana umanitaria, Sant’Egidio, specializzata nell’organizzare dei corridori umani, li faccia volare verso l’ Italia. Solo allora, solo dopo, potranno ricongiungersi alla loro famiglia, che al momento vive, quasi tutta, in GERMANIA.

  • LE (NON) COINCIDENZE con GLI AMICI SIRIANI

(Safa 4 President: finalmente volerà in Italia, per poi ricongiungersi con la sua famiglia in Germania)

Proprio oggi (15 Gennaio 2018), dopo una vita che non lo vedevo (per motivi vari), decido di scrivere al mio futuro insegnante di ARABO. Siamo entrambi a BEIRUT. Oggi: 1) “Hanno avuto l’: “ok”, “Dopo lunghissimi mesi  (veramente tanti-troppi) di attesa, sanno che voleranno in l’Italia”. Quando il sogno sembrava essere svanito, LORO, insieme, ce l’hanno fatta. Non hanno mollato.

Scontato dire che questa bella notizia, all’interno della chat wa dei volontari, è circolata alla velocità della luce, anzi della birra,  e come dicono i mitici Spagnoli, per queste occasioni c’è solo un frase da dire:

“Hay que celebrar…CERVEZA para TODOS”.

N.B. Ce l’eravamo ri-promesso tutti e 16 durante il nostro volontariato. Ci eravamo promessi che ci saremmo incontrati, tutti, ancora una volta insieme,  e SUCCEDERA’, in Europa, presto !!!


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