Torino: 36 ore nella città che si muove di più in Italia – I° TEMPO


TORINO

L’arte, nella maggior parte del mondo è quell’elemento che permette il continuo movimento e cambiamento delle città e delle persone. Confermato che la musica sia una delle 7 arti (sappiatelo), allora possiamo dire che, forse, parte del cambiamento di Torino, sia stato messo in moto, decenni fa, anche attraverso la spinta musicale. I Subsonica hanno creato e portato a casa loro la musica elettronica, un genere musicale per il quale l’Italia non è/era proprio conosciuta nel resto del mondo. E’ stato un processo lento ma alla fine lo hanno messo in moto, ed è anche merito loro (non solo ovviamente) se TORINO, oggi, è in continua “evoluzione”.

36 ore a Torino che mi hanno fatto sentire letteralmente a casa (ovunque essa sia).

Torino, la città che si muove di più in Italia. Ex caserma Cavalli ora sede della scuola Holden

NOTA degna di NOTA: “Questa volta ho intervistato direttamente i soggetti di questo articolo,  quando è stato possibile, (provati tutti dalla sottoscritta), perchè volevo che fossero loro a EMOZIONARSI, ancora una volta, per quello che sono riusciti a creare”.

L’aria è frizzante come quella che si respira d’estate. Arrivo nel famoso quadrilatero, e mi sento veramente la ragazza di campagna. Una miriade di locali in un quadrato, con altrettanta miriade di persone per strada, a bere e a chiacchiere. La mia destinazione è un locale di recente apertura: SPACCIO VINI E OLII.  Un giovane Milanese che per amore e forse, anche perchè per lui Torino, chiamava, si è trasferito qui. Da subito mi è sembrato di essere a casa. Un locale super accogliente e famigliare, un mix che mi ha fatto pensare sia a Madrid che a N.Y.C. Il vino e il cibo sono il top e i prezzi, in rapporto alla qualità di ciò che viene servito, sono onestissimi. La musica che diffonde lo Spaccio è lounge e alternativa.

Il locale è ubicato all’interno di un vecchio edificio medievale e la mente del tutto, ha pensato bene di ridare vita, a qualcosa che in un passato molto passato esisteva e di cui oggi si era persa memoria: uno spaccio, di vini e olii. Navigando sulla sua pagina FB potrete vedere le foto di com’era prima. Il proprietario, è veramente interessante. Non è stato Amore a prima vista, ma alla fine delle 36 ore abbiamo cominciato a capirci. E’ per merito suo che ho conosciuto e provato il famoso PIMM’S. Ho impiegato tre giorni per ricordarmi il nome, ma alla fine, dopo averlo bevuto ed essermi anche un po’ ubriacata in sua compagnia, me lo sono ricordato. Piu’ PIMPS per tutti !!

TAGLIO PIZZA PERFETTA si trova esattamente di fianco a Spaccio Vini e Olii. Nata nel 2014 per opera di Gigio, in arte sempre GIGIO. Vola in quel di Londra per studiare. Lui e un suo amico decidono di aprire una pizza al taglio in quel del territorio Britannico. L’amico rimane in cinto e il progetto salta. Gigio è originario di Torino. Torna in Italia, si laurea in Giurisprudenza  e inizia a fare un botto di cose. Lavora prima per il progetto Terra Madre promosso da Slow Food, e poi passa sul binario di Grom. Si occupa della selezione delle materie prime e così vola in quel di N.Y.C., per avviare l’apertura della gelateria nella Grande Mela. Torna poi il progetto della pizza.  Comincia a partecipare a corsi di panificazione e affini, e dopo un anno e mezzo, crea il suo impasto. Due tipi di farro (farro monococco, farro spelta) farina Senatori Cappelli, sale di Cervia, olio di oliva. Cos’ha di diverso questo tipo di impasto ? La panificazione avviene in maniera biodinamica, le materie prime sono al 90% originarie del Piemonte, filiera cortissima, contatto diretto con i produttori (testuali parole di GIGIO: “Persone che si fanno ogni giorno un gran culo, è come se fossimo tutti una grande famiglia”).

Il risultato: digeribilità, leggerezza, ben fatta. Che cosa si respira quando si entra sul pavimento di Taglio Pizza Perfetta ? Entusiasmo e allegria. “Il Torinese può essere il peggiore cliente ma anche il migliore” mi dice Gigio, e io sono d’accordissimo con lui. Allargo il concetto alla categoria Italiana, sempre reticente al nuovo e anche perchè bombardato, oggi come non mai, di attività nuove che promuovono cibo “sano”. Di queste, ancora poche, sono in grado di fare veramente del cibo “buono” e l’Italiano, siccome non è “proprio scemo” se ne accorge. Quando però riconosce “quel buono”, quel ristorante, bar, osteria, pizzeria, diventerà la sua seconda casa. Il nome “TAGLIO PIZZA PERFETTA” arriva a seguito di un concorso vinto e di diverse prove fatte a livello di marketing,  ma GIGIO mi spiega che il TAGLIO è una cosa fondamentale. Rifletto e penso che ha proprio ragione: nelle relazioni sociali, quando tagli un’ anguria, quando tagli un vestito, il TAGLIO è quel concetto che fa la differenza.La porta della toilette di TAGLIO PIZZA PERFETTA recita:

“Quando fai le cose buone, arriva la gente buona”.

 

CAVORETTO

Per ricordarmi il suo nome, dovevo incessantemente pensare alla disfatta di CaPoretto. Appena sopra Torino, dove l’aria è più pulita. Vi posso assicurare che dall’alto, si vede la cappa di smog. Un piccolo paese, quasi abbandonato, che sembra essersi fermato agli anni settanta. Bellissimo. Un bar, la farmacia con il servizio di estetista (TOP), una edicola, nascosta e immersa in una specie di piccolo bosco, dove durante le ultime ristrutturazioni, sono stati scoperti affreschi sul soffitto. Il propietario, Vittorio, dispensore di informazioni e segreti su Torino. Vittorio anche il depositario delle mie chiavi di casa, quando, chi che mi ospitava non c’era.

Mi e’ sembrato per un attimo di essere tornata in una dimensione sociale passata.

Qui si trova anche il famoso ristorante: “La Bocciofila” (no sito i n t e r n e t), con un’area spazio bocce oggi ancora utilizzata  dove sembra quasi impossibile trovare posto. Da Cavoretto si può scendere in centro a piedi, in bici o di corsa,  e percorrere tutto il lungo fiume, da entrambi i lati. Verde everywhere, scuole di canoa promosse dall’Università di Torino e tanto altro ancora.

Quello che succede spesso a Torino è il cambiamento repentino di tempo. Sole, secchiate d’acqua e ancora sole. Quindi premunitevi a dovere, e non fate come la sottoscritta, che per qualche strano motivo, si è fatta un tot di Km con le ballerine nere stile Carla Fracci, che a fine giornata, erano giustamente inzuppate e  mi hanno tinto i piedi (di nero), per quasi una settimana.

Nella zona della Mole Antonelliana, c’è il noto CINEMA MASSIMO. Proiezioni a quasi tutte le ore che programmano film d’essai o comunque particolarissimi. Prendo al volo il primo film che proiettano. Si tratta della storia di James Dean e di un presunto “anonimo” fotografo. La cassiera mi chiede se ho una delle 3.500 tessere che permettono lo sconto. Non ne ho neanche una di quelle citate. Sorridiamo e mi fa entrare ugualmente con tanto di sconto. Sala quasi deserta. Non so nulla del film e alla fine esco piena, non solo perchè ho ritirato fuori dalla mia memoria l’immagine di James Dean, ma anche perchè ho capito il motivo del presunto o premeditato incidente in macchina del grande attore. Se avete modo guardatelo !!!

Mi suggeriscono di andare a cena in un posto aperto da poco: LA RUSNENTA. Un ristorante ricavato da un appartamento. Non ci credo, sono le cose che mi piacciono di più. I pessimisti mi suggeriscono di mollare, dato che è sabato sera, sono quasi le 20.00 e non ho prenotato. Decido di provarci. Suono il campanello al civico indicato. Salgo le scale, apro la porta e trovo tante persone sedute in diversi tavoli, in quella che una volta era una casa. L’aria che si respira è di festa. La cameriera mi sorride e mi trova subito un buco. Sono a sedere al tavolo di Roberto che arriva alle 21.15. Mangio con l’imbuto e alla fine la cameriera, vedendomi in difficoltà con la digestione, mi offre un produttino alcolico, fatto in casa (ovviamente). Mi raccontano che a fine serata i commensali rimasti si trasformano e uniscono in un gruppo unico, come una vera famiglia, con tutti i ma e se annessi. SIGNIFICATO DEL NOME. 

“Rusnenta, in Torinese, significa arrugginitanella persona di una vecchia signora arrugginita, appunto”.

E’ la maschera di Carnevale del Balon, la zona di Torino in cui è ubicato il ristorante -appartamento che ospita, settimanalmente, l’appuntamento dedicato al mercato delle pulci del sabato torinese. QUANDO e COME nasce il TUTTO. La Rusnenta apre le sue porte nel 2012 come  “circolo a conduzione famigliare” (due fratelli e le rispettive compagne) e prende vita dall’ incontro fortuito delle passioni e degli interessi dei singoli. Nulla di programmato, amore per la cucina, la musica, l’arte e lo stare insieme… pronti, via si comincia! Col passare del tempo, proponendosi come luogo di incontro e di aggregazione e grazie all’attiva partecipazione dei suoi affezionati frequentatori, La Rusnenta si è evoluta spontaneamente in ciò che è ora: un luogo di riferimento per gli amanti del connubio tra jazz e buon cibo, un posto per stare insieme, in cui ritrovarsi per condividere con le proprie amicizie, momenti di distensione e di condivisione.

Circolo la RUSNENTA: un ex apparttamento trasformato prima in circolo e poi in ristorante. Buonissime energie !!!

L’APPARTAMENTOI muri che ospitano La Rusnenta, la ospitano da più di trent’anni ! L’idea è nata da una signora che tuttora vive al Balon. Apprezzandone la collocazione e la caratteristica natura, in linea coi nostri obiettivi di convivialità e compagnia, abbiamo ereditato il tutto e … proseguito nel cammino. LE DIFFICOLTA’. Inizialmente l’impegno è stato grande in termini soprattutto di tempo. Alternare gli impegni lavorativi di tutti, al tempo dedicato al circolo, per far crescere il progetto, non è stato facile. Anche comunicare i nostri propositi all’esterno non è stato semplice, perché non è stato preparato e volutamente imposto. Abbiamo preferito che pian piano le persone “si accorgessero” di noi e che ci scegliessero. Col tempo tutto si è risolto. IL CIBOPartendo dalla nostra cucina regionale più tipica, ci permettiamo viaggi nelle gastronomie regionali e nazionali che più amiamo, cercando di non edulcorare mai l’autenticità dei sapori per non assecondare la pigrizia del palato. La nostra è una cucina stagionale che esalta appieno le proprietà nutrizionali e immunostimolanti delle materie prime consumate in relazione a clima e territorio. Poniamo quindi particolare attenzione alla loro scelta rivolgendoci a coltivatori diretti e, per quanto possibile, a piccole aziende a regime biologico. COSA SI RESPIRA NELL’ARIA e la PARTE più EMOZIONANTE. Siamo a casa di amici, ora ci si può rilassare e lasciare andare.  Nel tempo, La Rusnenta ci ha dato la possibilità di entrare in contatto con una marea di persone interessanti e assolutamente diverse tra loro.

“Abbiamo trovato tantissimi nuovi amici, sperimentando una forma di socialità condivisa che ci fa sentire parte di un tutto”.

Per me un vero S P E T T A C O L O, tutto, e le 36 ore non sono ancora finite…il tempo di un bagno in spiaggia e arriva anche il II° tempo !!!

 


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