Miss Alphabet: “Una donna che ha deciso di SALTARE”


Abbiamo deciso come sempre, un giorno qualunque, in un momento qualunque, quando è arrivata l’illuminazione, la creatività, quando si entra in quello spazio in cui tutto è possibile, di farLE una intervista. A noi piacciono le persone che si muovono ma che non fanno troppo rumore. Noi di N.O.B. siamo letteralmente innamorate di chi: è IRONICO, SALTA, non GUARDA più INDIETRO, DA’ senza RICEVERE, SOGNA (perché i sogni sono la nostra REALTA’), è in perenne MOVIMENTO, con le PAROLE SCRITTE, riesce a portarci in posti segreti (che sono solo nostri), parla “bene” PIU’ LINGUE, e’ CURIOSO, e LEI, è tutto questo !!!

Questo guardarsi allo specchio è stato fatto a RITROSO, partendo dal PRESENTE, guardando da lontano il PASSATO, senza ANSIA per il FUTURO: “Perché l’unico momento in cui, veramente, possiamo fare qualcosa è il presente”.

BUEN VIAJE 

  1. Il tuo soprannome

Qualcuno mi chiama Miss Alfabeto, ma per tutti gli altri (eccetto i miei genitori, anziani del paesello e docenti del liceo) sono Sam.

  1. Se ti chiedessero se c’è un prima e un dopo, nella tua vita, cosa risponderesti e, cosa ha determinato quella linea di separazione ?

C’è un prima del salto ed un dopo il salto. Cosa ha determinato il salto? Il percorso di terapia che ho intrapreso per venire a capo della mia anoressia nervosa, ad esempio. Ho scoperto di avere una voce, in quell’anno, e di aver diritto di parola. Aggiungerei anche il trasferimento di alcuni amici in altre città e il fatto la mia comfort zone si stesse sfaldando poco a poco.  Ad ogni modo, credo che la linea di separazione sia marcata dal „momento giusto“: quello in cui mi sono messa uno zaino in spalla, ho ignorato i dubbi altrui e ho fatto un salto, rimettendomi in movimento. Destinazione: il MONDO.

  1. Raccontaci cosa c’è in questo dopo: le tue sensazioni, emozioni, come si muove il flusso around you ?

C’è tranquillità, innanzitutto. Ma anche tanto entusiasmo e tanta voglia di fare, scoprire, conoscere. Ci sono anche piccoli e grandi progetti, sai ? Faccio tante cose che facevo prima (ad esempio viaggiare, visitare borghi e città) ma lo faccio in modo diverso, ho una consapevolezza diversa che deriva proprio da questa tranquillità. Ovviamente le domande altrui spesso riaffiorano nuovamente ma ora so come affrontarle.  C’è silenzio ma non è assordante e permette di riflettere e contemplare. Ci sono gioia e serenità, emozioni che raramente ho provato con questa intensità.
Mi muovo, passo dopo passo, e il flusso si muove con me, lo seguo e non vengo trascinata bensì accompagnata.

  1. Che cosa è per te il flusso o qualsiasi nome tu gli abbia dato ?

Il flusso è l’energia in cui ci muoviamo, il flusso siamo noi ed esattamente come questo flusso, dovremmo muoverci costantemente, cambiando sempre almeno un poco. Il flusso è il mio rimedio alle definizioni rigide che qualcuno crede di imporre in merito al genere (uomo e donna), alla sessualità (eterosessuale, non-eterosessuale), ai contrasti che tanti danno per scontati (bianco-nero, buono-cattivo, bello-brutto e via discorrendo). Il flusso è la libertà di essere ciò che vogliamo essere, di trovare la nostra dimensione e, nel caso non sia possibile, di costruire una dimensione da poter far nostra.

  1. Cosa hai imparato ad oggi in questo dopo che stai vivendo e che ora è il tuo PRESENTE ?

Ho imparato quali sono le cose importanti e ho accettato che spesso queste non si allineano ai valori o alle esigenze altrui. Ho imparato a ridurre le critiche di chi non vuole capire sino a farle diventare rumore bianco. Ho imparato a darmi importanza senza per questo diventare egoista. Ho imparato a rimboccarmi le maniche senza per questo venir sommersa da impegni, lavoro, incombenze e stress. Ho imparato a credere nei miei sogni, nelle mie aspirazioni e a dar loro un nome concreto. Ho imparato a lottare senza per questo usare parole violente, a farmi ascoltare anche da chi si copre le orecchie e a non retrocedere solamente per allinearmi al comfort altrui. Ho imparato un sacco di cose, piccole e grandi, e il bello è che ho ancora un sacco da imparare.

  1. Quando arrivano le domande tipo: “Quando TORNI”/ “E dopo” …? Hai imparato come rispondere, come reagire e soprattutto hai capito perché gli “ALTRI” fanno questo tipo di domande ?

Gli altri le fanno perché hanno bisogno di certezze o di categorie con le quali definire qualsiasi cosa. Il mio essere mobile, un po’ raminga e non conformarmi alle categorie di cui sopra li fa impazzire e li porta a chiedere, chiedere e chiedere ancora. L’unica risposta che mi sento di dare è: „Quando sarò pronta. Quando sarà giunta l’ora“. Prima di costruire un futuro che si allinei alla visione che ho di me stessa, desidero scoprire cosa si cela dentro di me. Farlo, nemmeno a dirlo, richiede tempo. Insomma, tornerò (o meglio: mi stabilirò da qualche parte) quando sarà giunta ora di farlo.

  1. La NON COINCIDENZA più amazing che ti è capitata e che invece di spaventarti ti ha fatto ridere e sentire connessa con ciò che ci circonda/non siamo mai sole/i ?

Ecco le prime due che mi vengono in mente. 1) Quando ho preso in considerazione l’idea di ripartire, stavo intervistando la proprietaria di una guesthouse a Ericeira. Parlando con lei, sono venuta a scoprire dell’esistenza di un portale chiamato „Workaway“ che permette di viaggiare e al contempo aiutare ONG, privati, associazioni umanitarie e via discorrendo. Proprio in quel periodo stavo valutando l’idea di ripartire per fare volontariato e capire dove stavo andando, sai? In quellintervista e in tutto ciò che ne è conseguito, davvero, non c’era nulla di casuale. 2) In Portogallo, poi, ho convissuto con una signora spagnola, nata in Francia, che chiameremo Miss I. Ebbene, Miss I ha una storia incredibile alle spalle, fatta di visioni, mediumship, tarocchi, non-coincidenze e tanto altro ancora. Dopo aver parlato con lei ho scoperto di un santuario per asinelli gestito da una signora olandese che andrò a conoscere in primavera. Il suo modo di leggere le carte o i segni che si trovava davanti e quello che, senza impulsi o riscontri da parte mia, mi ha rivelato, mi hanno fatto aprire gli occhi, e le orecchie, a infinite possibilità nei confronti delle quali, altrimenti, sarei stata cieca. Ripenso spesso a lei e alle parole con le quali mi ha lasciata:

„Non mollare, hai trovato la tua strada. Ora seguila“.

  1. Perché a un certo punto hai deciso di saltare/Quale il passo più difficile da fare/La lezione più grande appresa/Cosa facevi prima.

Credo che le cose accadano quando siamo pronti ad accettarle e a farci carico delle conseguenze che queste portano con sé. Mi avessero offerto la stessa possibilità qualche anno fa, probabilmente, non l’avrei presa in considerazione oppure lo avrei fatto per le ragioni sbagliate. Il passo più difficile è stato quello di smettere di ascoltare le reprimande altrui, convinti di sapere cosa sia meglio (o peggio) per me e incapaci di vedere oltre il proprio modello di vita. C’è voluto del tempo ma ce l’ho fatta. La lezione più grande? Ho imparato il valore del silenzio, ho imparato a camminare da sola in maniera completamente diversa rispetto a come facevo prima. Ho imparato a distinguere tra solo e solitario. Ho imparato quanto tutto, persino le catastrofi personali più grandi, sia relativo e in continuo movimento. Prima? Prima facevo un po’ di cose: lavoravo, scrivevo, ascoltavo musica, correvo di qua e di là. Ero un poco come quei criceti che senza la ruota diventano irrequieti. Ora, invece, ho mandato al diavolo ruote e rotelle e corro libera come, dove, quanto, quanto e perché lo voglio !!!

Qui i suoi riferimenti social:

(un vero inno alla VITA e al sentirla/for real /in tutte le sue possibili forme)

IL BLOG: https://hopelesswanderer.eu/

CARA de LIBRO: https://www.facebook.com/IamanHopelessWanderer/

IGhttps://www.instagram.com/sam_whity/

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