LasciareAndare: “cose-situazioni-persone”


Lasciare andare. Secondo N.O.B. si doveva inventare un nuovo verbo, e così abbiamo fatto:  “Voce del verbo Lasciareandare”.

In questa parte di mondo, quello super consumistico, non ci hanno mai educato a: “Lasciareandare” niente e nessuno, soprattutto quando non abbiamo altra scelta.

a) Cosa succede quando una storia finisce (perché a volte finiscono e basta, senza un particolare motivo) ?
Chi viene lasciato, nel 99% dei casi, invece di mollare la presa, si attacca, promettendo, magari, di cambiare (e perché poi ???). Invece di pensare che se è finita forse un motivo c’è,  che forse la nostra direzione è altra, ci si attacca. Nessuna forma di lasciareandare possibile. Non si molla e non si accetta.

b) Cosa succede quando si viene licenziati da un lavoro, che magari non ci soddisfa più da secoli, creando così un vuoto,  la nostra uscita di sicurezza o/e di apertura, per fare quello che veramente ci piace/vogliamo ? Ci lamentiamo ! Certo, magari ci sono famiglie da sostenere economicamente, ma si può fare tutto stringendo le nostre finanze, e” altro”. Si può cambiare, anche con una famiglia alle spalle. Gli esempi, oggi come non mai, a riguardo, le storie di chi ha saltato, sono infinite, basta leggere e documentarsi. L’atteggiamento più comune però rimane quello della lamentela, per non dire del vittimismo. Più non lasciamoandare è più ci inchiodiamo, creando spesso e volentieri, casino dentro e fuori di noi.

c) Cosa succede poi quando qualcuno dei nostri cari ci saluta, e sappiamo che non lo rivedremo più in questa dimensione ? Buio, disorientamento, depressione, perché siamo semplicemente stati educati all’attaccamento fisico, materiale, a quello e solo a quello. Non lasciamoandare. Non ne siamo capaci, almeno nella maggioranza dei casi e sempre in questa parte di mondo. Nel continente Asiatico per esempio, l’attaccamento al corpo viene concepito in tutt’altro modo. Lo stesso discorso vale per il Sud-Americano. Un esempio noto a tutti: il Messico e il giorno dei morti, vissuta come celebrazione della vita (e non del contrario).  Si tratta di una vera e propria festa e spesso, i cimiteri, sono la locations.

N.D.D.N. (Nota degna di Nota) : “Tutto quello che non lasciandare in questa vita, passa a chi viene dopo di te, e non è detto che siano necessariamente i figli. Un grande atto di altruismo, quindi, verso noi stessi e gli altri, è proprio quello di lasciareandare, per fare entrare quello che veramente decidiamo essere BUONO, per noi. Non lo dice solo N.O.B., ma anche la scienza della Psicogenealogia, oggi finalmente studiata anche in alcune prestigiose Università.

Lasciareandare, non attaccamento, let it be

(Ex-change hand/made/bags: non attaccamento, lasciareandare).

Quale quindi la soluzione per le possibili situazioni a) b) c) appena descritte ? LASCIAREANDARE.

Quando riesci a lasciareandare si crea un BUCO, uno spazio VUOTO, che in economia chiamano GAP. Per il mondo economico quel gap è una ricchezza, indica una direzione verso la quale andare per fare qualcosa di “buono”. Anche nella nostra vita funziona così. Quando si tratta di soldi, siamo tutti con le antenne dritte, l’esatto opposto per quanto riguarda invece la nostra vita quotidiana (mettiamo la testa sotto la sabbia, anche se questa scotta assai). Più non lasciandare, più si creeranno strati solidificati di incertezza, di confusione, di smarrimento, di mancanza di forze, che ti prosciugheranno le energie, necessarie invece, per credere in te stesso e arrivare dove vuoi tu.  Quando lasciandare si crea uno spazio vuoto, dove fare entrare veramente chi e quello che vuoi tu. Lì cominci a essere nel tuo flusso personale, arrivi in fondo, al tuo centro, e le cose cominciano a muoversi come desideri.

Spesso non si lasciandare perché si ha paura di rimanere soli. Soli dopo una storia finita, soli senza lavoro, soli quando salutiamo, su questa terra, qualcuno che ci era caro.  Quando cominci a sperimentare il lasciareandare ti accorgi, invece, piano piano, che non sei e sarai mai sola/o, che ci saranno persone che si avvicineranno a te, in momenti e situazioni inaspettate, facendoti sentire il loro calore, che riuscirai piano piano a creare il “tuo” lavoro e a sentire l’odore e la voce/gesti dei tuoi cari, attorno a te, ma in modalità nuove.

La borsa del LASCIAREANDARE è quello strumento che ti permette di metterti alla prova, e testare, quanto riesci a lasciareandare nella tua vita, per arrivare sempre più vicino, al tuo concetto personale di felicità. Un esercizio, quello di scambiare la borsa e il diario, in essa contenuto, lasciandoandare/scambiando il tutto, con altre persone che hanno già abbracciato la borsa e il diario.

Come si fa a scambiare la Borsa ?

Si va sul sito di N.O.B. alla voce “La Famiglia delle Borse che LascianoAndare in viaggio” . In base al soprannome, il primo viaggio sorteggiato/consigliato, il cosa si lasciandare, l’attuale residenza, il soprannome,  si sceglie con chi effettuare lo scambio. Si scrive una email a  N.O.B. (info@notonlybarcelona.me)  e si crea il contatto…il così detto click.

La Borsa può essere spedita via posta, si può andare nel posto di residenza di uno dei due partecipanti al gioco, o si può scegliere una destinazione altra/diversa. Le possibilità sono infinite, come del resto nella nostra vita, se lo vogliamo e se ci crediamo.


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