Il PRIMO SONNO in Turchia


Il primo sonno in Turchia è stato pesante come un sasso data la scarica di adrenalina ma anche traumatico. La sistemazione che mi avevano offerto le Sisters era un appartamento della Chiesa utilizzato appunto per gli ospiti ed ubicato a pochi passi dalla scuola, fantastico !! L’ entrata dell’ edificio era una piccola porta di ingresso in legno su quella che è la via principale del centro di Izmir.

Una sola rampa di scale ed una porta in vetro per entrare appunto nell’ appartamento in cui ero gentilmente ospitata. Dopo le tante cose raccontatemi sulla Turchia e nonostante le rassicurazioni delle Sisters che tutto sarebbe andato bene durante la mia permanenza, le mie paranoie da Occidentale, anche se per poco, hanno avuto la meglio. La paura di qualcosa mi ha fatto svegliare di colpo durante la mia prima notte. Ho aperto gli occhi improvvisamente senza sapere cosa stesse succedendo e senza ricordarmi dov’ero. PANICO !!

Ad un orario imprecisato sono balzata in piedi senza avere la minima idea di cosa stesse succedendo. Dalla stanza da letto si sentiva un rumore assordante. Ecco il motivo del mio traumatico risveglio. Ho seguito il rumore con gli occhi ancora chiusi e con una paura esagerata. Poi mi sono fatta coraggio ed ho aperto la finestra che dava sulla via principale e da cui proveniva il rumore per vedere cosa stava succedendo. Imprecando con alcune malas palabras ho cercato il mio cellulare, l’ ho acceso e guardato l’ora. Le 04.30 della mattina !!

Aprendo la finestra, i miei occhi e le mie orecchie non riuscivano a mettersi d’accordo con quello che stavo vedendo e sentendo. La mente non capiva. Alle ore 04.30 della mattina, davanti casa mia (o meglio casa degli altri, dell’ Universo), 3 uomini avevano in mano una fiamma ossidrica ed altro e stavano facendo qualcosa. Il cosa non riuscivo a capirlo. Alle 04.30 di mattina ??  Quando mi ero alzata e la mia mente si era svegliata il primo pensiero avuto era quello di qualcuno che stava letteralmente cercando di entrare in casa, di derubare me “ricca” Occidentale.

Allora se non stavano cercando di entrare a casa mia, casa nostra, cercavano sicuramente di entrare in casa di altri. La mente continuava a ripetermi ed a ripetersi: “cosa fanno quei tre alle 4.30 di mattina con quegli arnesi in mano” ? “Ma perchè poi nessuno per strada dice niente” (perchè a qualsiasi ora del giorno e della notte c’è sempre gente in giro per strada in Turchia) ? Stanca di non capire, sono tornata a letto augurandomi al mio “prossimo” risveglio di non ricordare più nulla.

Eh invece no !! Appena svegliata (cioè pochissime ore dopo il mio pauroso risveglio notturno/mattutino), il primo pensiero della mente è andato proprio nella direzione della situazione assurda vissuta. Mi sono preparata al volo perché desiderosa di sapere una volta varcata la soglia di casa cosa avrei visto per strada. Mi precipito giù dalle scale, con il cuore in gola, apro la porta di casa esco in strada preparata al peggio e cosa vedo ? Dove la sera prima non c’era nulla ora vedo un ristorante quasi ultimato con tanto di scritta esterna appesa, dei tavoli sistemati ed alcuni uomini al lavoro (niente più fiamma ossidrica, quella solo di notte per le Occidentali cagone come la sottoscritta) ma ben 6/7 persone.

Arrivo a scuola e chiedo subito delucidazioni. Con molta semplicità mi spiegano che in Turchia quando si vuole aprire una attività i lavori si possono fare a tutte le ore del giorno e della notte (ah ecco). Le leggi o controlli sulla sicurezza del lavoro non esistono (certo, concordo, la fiamma ossidrica alle 04.30 a.m. non credo che sia proprio sicura sicura). Il tutto viene iniziato e finito nel giro di poco. Naaaaaaaa !!

Quando esco da scuola e torno a casa i lavoratori sono ancora lì ed il ristorante è quasi finito. Quante ore lavorate ? Uncountable !! Adesso che ho capito chi sono non provo più paura ma quasi commozione e tenerezza se penso a tutte le ore che hanno lavorato ed il mio viaggio assurdo. Mi sono sentita non stupida ma una BIG IDIOT !!

Oggi, anzi ieri, anzi questa mattina ho imparato ancora una volta una bella lezione. “Il mondo non ruota intorno a noi, anzi a me in questo specifico caso, e nella maggioranza dei casi non ruota per derubare o fare del male ad altri ma semplicemente è impegnato a fare cose buone che servono agli esseri umani che lo popolano”.

 

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