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Il Rosso Libanese

La cosa sorprendente del Libano, di cui tutti giustamente si innamorano è che, nel giro di 45 minuti, lo scenario cambia completamente ed è sempre affascinante.

La Valle di Bekaa è famosa per le sue montagne, per le sue stazioni sciistiche, per la sua agricoltura e anche per la produzione del famoso rosso libanese, l’ hashish d’oro, all around the world.

Sulla strada che conduce alla valle di Bekaa, la maggior parte di cabinotti bianchi e rossi che si incontrano per strada, sparsi un po’ ovunque per il Libano e che normalmente oggi sono in disuso qui, sono sono super attivi, con dentro tanto di soldati armati.

In Libano è proibito fumare ma fumano quasi tutti. La maggior parte della produzione viene “esportata“. Una delle ultime proposte di legge (2019) per risollevare l’economia Libanese, sembra essere proprio quella di “legalizzare” la sua vendita all’estero (per uso medico “ovviamente”), lasciando invece sempre, l’uso in casa propria proibito.

il rosso libanese, l' hashish d'oro. Il famoso rosso libanese. Un business enorme.

Un business che genera quantità enormi di denaro, che ovviamente non arrivano mai nelle tasche della società Libanese per migliorarla.

Non è una coincidenza che molti stati stranieri in maniera trasversale, abbiano voluto e continuino a mettere le mani in pasta, in questo business. 

Non sarà una coincidenza il fatto che il Libano, sia stato travolto da una guerra civile, durata quindici anni. 

Un pò come succedeva-succede in Colombia. 

Un business quello della cocaina che genera cifre astronomiche, dove ci sono le mani in pasta di moltissimi paesi stranieri e by not coincidence, anche qui c’è stata una guerra civile, durata più di cinquant’anni. 

Come sarà stata una non coincidenza il genocidio in Rwuanda, paese confinante con il Congo, il maggiore produttore di coltan al mondo. Ci sono documenti che testimoniano quanto questa mattanza umana, sia stata messa in moto e decisa a tavolino, da alcune nazioni Europee.

Same same, a proposito della guerra scoppiata nella ex-Yugoslavia, una vera e propria finestra sul mare. Già perchè una nazione bagnata dall’ acqua può avvalersi della legge dell’ ammiragliato e non solo quella della terra ferma. Non stupitevi quindi, se facendo un giro per la Sarajevo di oggi, noterete molte insegne e scritte, in Turco. 

Qui mi fermo, perchè la lista si allungherebbe troppo, finendo poi per andare fuori tema ma forse, anche no…!

 

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