Cosa sono i “Falsos Positivos” in Colombia


I Falsos Positivos: un termine nuovo, coniato, purtroppo in Colombia.

Per capire, anche solo in minima parte, gli ultimi anni di storia che hanno coinvolto la Colombia, non basta forse, aver guardato la serie Netflix  di “Narcos” o il fim “Il Padron del mal”, che tanto successo hanno avuto in giro per il mondo.

La storia della Colombia per noi Italiani dovrebbe risuonare parecchio, perché dopo mille letture, mille fonti diversi consultate cominci a vedere, veramente, una incredibile somiglianza: corruzione, e un Stato che diventa un tutt’uno con chi è dalla parte opposta.

L’unica sostanziale differenza è che nel paese che, qualcuno definisce ancora sottosviluppato, a seguito di numerosi scandali, il tutto è emerso e di fronte al mondo intero sono state fatte (spesso dovute ma il risultato non cambia)  scelte  un poco diverse (la strada è ancora lunga). Nel paese invece a forma di stivale, dopo un momento in cui tutto sembrava poter cambiare (strage di Capaci), tutto è rimasto invariato, anzi, oggi non si parla quasi più dell’altro.

Altra “piccola” differenza, non da poco, è che in Colombia i morti sono stati visibili, troppo plateali, troppi e per troppo tempo.

Falsos Positivos significa letteralmente: “qualcosa che sembra vero e invece non lo è, è falso”.

Sono venuta a conoscenza della storia dei falsos positivos durante la mia permanenza in Colombia, e se non fosse stata per una cara amica sempre attenta ai diritti umani, nessuno me ne avrebbe mai parlato. Grazie a lei, e anche alla mia permanenza Colombiana, ho capito meglio anche il significato di cocaina per i Colombiani, ma questa è un’altra storia.

Allora, nel 2016, cercai in rete e trovai  il documentario “Falsos Positivos” ( me lo sono visto ben due volte), ideato da due Italiani, Simone Bruno e Dado Carrillo che nel 2009 hanno avuto il coraggio di tracciare una linea ben chiara di questa tragedia, di cui per decenni, nessuno aveva mai parlato.

Quello che segue è il sunto del documentario, anche se io vi consiglio di investire circa 56 minuti della Vostra vita nel vederlo. Qui trovate anche il link al documentario stesso.

La definizione “Falsos Positivos” indica persone assassinate in maniera innocente, persone spesso del ceto povero, a volte persone con disabilità mentali, trasportate km e km di distanza dalla loro casa, ai quali veniva promesso un buon lavoro, travestiti da guerriglieri e di solito uccisi nell’arco di pochi giorni dalla loro scomparsa. Il risultato positivo è quello di nascondere, purtroppo, la verità.

La Colombia negli anni 2000 vive un conflitto interno: lo Stato contro i guerriglieri ovvero le FARC.

Viene emanato il Decreto Boina nel 2006, un piano di sicurezza generale, per combattere e distruggere una volta per tutte i guerriglieri. Per questo motivo vengono stanziate ingenti somme di denaro che cominciano ad arrivare da ogni dove. Governi stranieri, governo stesso, persone fisiche che dichiarano il proprio vicino di casa essere un guerrigliero e in cambio ricevono del denaro.  Il decreto verrà successivamente revocato ma rimarrà attivo senza che la popolazione Colombiana ne sia al corrente.  Si crea così una sezione speciale dei militari: i paramilitari apposita a combattere la guerriglia nell’entroterra Colombiano.

Viene eletto un presidente liberale, circa una sessantina d’anni fa, che verrà subito assassinato. Il popolo reagisce, la guerriglia si allarga a tutte le città. Diventa una guerra liberale e comunista, pretesto ottimo per dare l’occasione agli US di partecipare alla ricostruzione della democrazia in Colombia e combattere il comunismo. La guerriglia non si ferma anzi si espande. E’ una guerra dal basso che coinvolge anche la popolazione. Lo stato propone la pace, una sorta di armistizio e tutti i guerriglieri che crederanno in queste promesse verranno assassinati.

Un conflitto interno, la povertà e la droga creano la bomba perfetta. Ancora tre presidenti che vogliono cambiare le cose in maniera seria e pacifica, ma questa volta sul serio. Vengono assassinati. Arriva il presidente Uribe e la polizia secreta, ovvero i paramilitari, diventano un numero spropositato e un organo a sé stante.

I “presunti guerriglieri”  ovvero i falsos positivos vengono adescati da vicini di casa, da amici di infanzia, ai quali vengono promessi ingenti quantità di denaro per ogni persona reclutata. Il numero di morti aumenta con il passare del tempo. Le famiglie delle vittime a fatto avvenuto ricevono pochissime informazioni riguardo l’accaduto e quelle che ricevono sono fumose. Con il tempo si costituiscono in associazioni legali atte a chiedere spiegazioni al governo. Coloro che reclutavano i “falsi guerriglieri” per l’esercito cominciano a capire di cosa si tratta in realtà. Alcuni generali dell’esercito Colombiano si ritireranno volontariamente perché anche loro hanno capito. Si calca troppo la mano e la situazione non è più sotto controllo. Una visita dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite chiede delucidazioni urgenti a riguardo. Verranno presentati i nomi di alcuni generali per calmare il tutto, opinione pubblica compresa.

Cosa sono i FALSOS POSITIVOS in Colombia e il documentario redatto da due Italiani

 

Una note associazione Americana, che si occupa di rendere pubblici dopo anni (come previsto dalla legge) alcuni documenti di Stato, pubblica la notizia di come, dalle relazioni della CIA, la modalità dei falsos positivos fosse nota già nel lontano 1994. Il Governo Americano era al corrente di tutto quello che succedeva in Colombia. Secondo questi documenti le FARC, ovvero i guerriglieri, erano interessati al reclutamento di minori, al narcotraffico e all’estorsione dei territori. La collusione di Militari, Paramilitari e Farc era cosa nota e messa in moto invece dal Governo Colombiano. Più morti per la guerriglia, più paramilitari venivano arruolati. Il Governo Americano partecipò da subito alla guerra contro i guerriglieri, ovvero la sinistra, con ingenti quantità di denaro (in quale forma e modalità ?). Nonostante sapessero tutta la verità gli US hanno continuato per anni a finanziare questo tipo di guerra. Questione di vendita di armi o altre collusioni legate al narcotraffico o altro che oggi ancora non ci è dato sapere. Sta di fatto che fino a quando sussiste la guerra in un paese, è molto difficile tenere sotto controllo il tutto, ci sono regole ferree ma allo stesso tempo è come se non ci fossero.

Dei soli falsos positivos denunciati se ne contano, oggi, circa 1200.

Molte famiglie non hanno avuto la possibilità di rivedere i corpi dei propri cari perché seppelliti all’istante, ad altri è stata data solo la notizia che i loro cari erano morti perché arruolati nella guerriglia, altri invece hanno avuto la possibilità di rivederli ma spesso in condizioni disumane a seguito di torture subite. Non sono mancate poi petizioni da parte di organi giudiziari del Nord America e dell’Europa atte a non sovvenzionare più  la Colombia nella lotta alla guerriglia, dato che i  falsos positivos erano stati letteralmente inventati a tavolino dallo stesso governo Colombiano (con la partecipazione, forse, anche di altri attori).

Finalmente il governo Uribe cessa di esistere e viene eletto Santos, lo stesso presidente che nel 2016 ha ricevuto il premio Nobel alla pace, niente di meno che colui che durante il governo Uribe aveva avuto il ruolo di Ministro della Difesa e coinvolto quindi nella tragedia dei “falsos positivos”.

Se le tre fazioni avversarie (di cui due dovrebbero essere dalla stessa parte) si alleano allora non esiste più conflitto/la guerriglia, ma esistono solo gli interessi da realizzare, che per ognuno possono essere diversi. Forse questo il motivo per cui il governo e i paramilitari non sono riusciti negli ultimi anni a sconfiggere la guerriglia, perché di fatto la guerriglia non esisteva più da tempo. Da qui il motivo di creare e uccidere finti guerriglieri. Finiti i finanziamenti da parte del mondo per combattere la guerriglia, finito il massacro dei “falsos positivos”.

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