BARCELLONA: Tu cosa faresti per ottenere qualcosa “GRATIS” ?


L’esperimento (sostenibile) di DISEGUAL, di ritrovarsi in mutande e reggiseno, per verificare quanto, l’essere umano sia disposto a fare, se gli viene promesso qualcosa GRATIS, senza troppi ma e senza troppi perché.

Erano anni che conoscevo la marca DISEGUAL, marca con disegni e stile tipicamente Spagnoli. Erano altrettanti anni che rivedevo lo slogan promosso dal detto brand, di presentarsi in mutande e reggiseno, ottenendo così tre capi gratis.

Quando nel 2012-2013 sono arrivata in quel di  Barcelona, mi sono ripromessa che mi sarei impegnata, e avrei provato il tutto.

Volevo vedere quanto l’essere umano fosse disposto a fare in cambio di qualcosa gratis.

Mi sono sforzata, ho seguito tutte le varie scadenze del caso ed ho partecipato al “party” Disegual, se così lo vogliamo chiamare.
Sveglia alle ore 05.00 A.M. Uscire di casa vestita. Andare alla fermata dell’autobus Disegual che mi avrebbe portato, poi, davanti ad uno dei tanti negozi presenti in quel di Barcellona (nello specifico nel famoso e fashion Paseo de Gracias). Salire sull’autobus ancora addormentata per ritrovarmi nel bel mezzo di una discoteca. All’interno del veicolo ritrovarmi immersa da luci di tutti i colori, musica a palla, bolle di sapone, con tutti in mutande e reggiseno, ovviamente.

Toccava a me spogliarmi, dovevo proprio !!!

Come sempre l’essere umano pensa che il mondo giri intorno a lui.  Allo stesso modo, io, pensavo che tutti sarebbero stati lì a puntarmi, nel momento in cui sarei rimasta quasi desnuda (svestita). Ovviamente zero di tutto questo e questo è stato il suo bello. Rimasta con qualcosa sopra e qualcosa sotto, ero uguale a tutti gli altri. Un po’ di imbarazzo ma poi tutto è andato liscio. La parte più bella stava per arrivare però. Il bus si ferma e ci invitano a scendere. Insieme al nostro mezzo ne sono arrivati tanti ma tanti altri, e la massa di giovani, non solo, aumentava, esageratamente. Tutti rigorosamente ammassati l’uno l’altro, davanti alla sede centrale di Disegual in quel di Barcellona.

E’ vero che a Barcelona non fa, quasi, mai freddo, ma stare in mutande e reggiseno durante i mesi invernali, all’aperto, è tutta un’altra storia. Risultato: un’ammasso di corpi umani appiccicati l’un l’altro. Ogni tanto controllavo la mia situazione “peli”around my body, ma prima di partire per l’esperimento, avevo fatto un lavoro certosino, onde evitare ulteriori figuraziiii !!!

Imbarazzo iniziale nel parlare con perfetti sconosciuti in mutande e reggiseno, poi anche questo è andato in discesa.

Attesa (infinita) dalle 06.30 alle 09.30 A.M. Ho scoperto, poi, che alcune persone avevano dormito, davanti al negozio, dalla notte precedente con tanto di sacco a pelo. Per me non era importante arrivare tra i primi, quello che volevo vedere con questo esperimento, era quanto fosse disposto a spingersi, oltre, l’essere umano per tre capi gratis.

Quando ci hanno avvisato che stavano per mollarci, mollare la presa, la nostra, mi sono guardata intorno e ho cercato di stare super-concentrata, per non cadere nella morsa di possibili invasati/ invasate (ebbene sì, era pieno anche di uomini), che mi avrebbero potuto far cadere a terra o comunque farmi male.

Come mi aspettavo arrivata l’ora X si sono messi tutti a correre e a urlare per lanciarsi dentro. Io non ho opposto resistenza e mi sono fatta, più o meno, trascinare. Una vola dentro, lo scenario è stato veramente “divertente”, se così vogliamo dire. Tutti i generi possibili, esistenti, dell’ essere umano urlavano e si muovevano come schegge impazzite per cercare i capi che più gli garbavano. Non poche le situazioni in cui, solitamente situazioni al femminile, c’è stata baruffa, perché più persone avevano adocchiato lo stesso indumento. A quel punto scattava l’operazione Security. Se potessi sintetizzare in poche parole quello che ho visto e provato li’ dentro direi: “Delle schegge impazzite che hanno perso la direzione della loro bussola”.

I capi della Disegual non hanno prezzi esagerati, i suoi disegni sì sono originali, perché rispecchiano la cultura Iberica, ma sono prodotti alla portata di tutti.  Prezzi così bassi why ? Perché ancora una volta prodotti nei soliti paesi e, nella maggior parte dei casi, da minori. Quindi perché così tanta presenza alla iniziativa e soprattutto perché tutti impazziti ?

Il marchio Disegual, ha messo in piedi una vera e propria genialata. Regalare gratis dei capi, tre, che probabilmente rimasti invenduti dopo il periodo di saldi, sarebbero finiti nel dimenticatoio, è stato veramente qualcosa di nuovo a livello di marketing. Da qui il motivo che vede sempre una grande presenza a questi tipi di iniziative. Il perché del tutti impazziti sembra essere abbastanza logico. Tutti, quasi tutti, abbiamo oggi gli armadi pieni per non dire che traboccano eppure quando ci viene promesso qualcosa gratis, è molto facile scattare sull’attenti perché siamo troppo “in love” con le cose materiali e non ci facciamo troppe domande.

Il marketing innovativo della Disegual sfrutta ancora una volta il consumatore finale, “amplificando” così la sua visibilità (tette e culi al vento, nelle zone centrali di alcune città Spagnole, visibili alle miriadi di turisti che le affollano ? Manna dal cielo !!!) .  Non solo i capi vengono prodotti senza tutela ed etica, ma in onore di questo “sfruttamento”, vengono poi regalati, ancora una volta all’ultimo pezzo della filiera, che solitamente non si pone troppe domande, per non dire che, spesso, “se ne fotte altamente”. I consumatori. Coloro che avrebbero  il potere in assoluto di cambiare tutto e sempre, ma ancora non se ne sono accorti, e forse non se ne accorgeranno mai.

Partecipare alla iniziativa è stato divertente, non smetterò mai di ripetermelo e di ripetermelo ancora. Rimarrà un ricordo indelebile nella mia mente per sempre. Urlare, sgomitare, prendere a volte per i capelli perfetti sconosciuti solo perché si è adocchiato lo stesso capo, invece, anche no, soprattutto perché quel capo, probabilmente, è un semplice “tranello” per incastrarci/fregarci ancora una volta.

Cosa succederebbe se la posta in gioco per ottenere qualcosa gratis fosse più alta ? A giudicare da quello che ho sentito e ho visto dentro al party della Disegual nulla di troppo buono, ma sono positiva e quindi credo che l’essere umano possa sempre migliorare.

Per quanto riguarda i miei capi, una volta scelti (nel mio caso è stata dura trovare il terzo) li ho usati alcune volte e li ho regalati quasi subito. Tutti tranne uno, la gonna (messa pochissimo), che è rimasta nel mio armadio fino ad oggi (come ricordo indelebile delle “trappole consumistiche”), giorno della stesura di questo articolo e giorno in cui ho deciso di lasciarla andare/regalarla a chi ne ha veramente bisogno.


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2 commenti su “BARCELLONA: Tu cosa faresti per ottenere qualcosa “GRATIS” ?

  • Notonlybarcelona.me L'autore dell'articolo

    Miss @hopelesswander.eu, grazie mille per queste parole/concetti/link. Ci danno la forza e la spinta ad andare avanti, nella direzione giusta. Non so, proprio, da dove cominciare a commentare, le tue parole così fluide. Sarebbe da commentare ad ogni punto. Quindi mi soffermo solo su un PUNTO, chiaro e noto a tutti, ma che spesso e volentieri, letteralmente ci “frega”: NON MI SERVE/NON LO VOGLIO. Good ernergies around you 🙂 !!!

  • Samanta Berruti

    La Desigual (marca che ora costa un occhio della testa, un quarto di rene e tre quinti di fegato. Perlomeno fatta la proporzione qualità:prezzo:eticità) è un marchio al quale non sono mai riuscita ad affezionarmi. Vuoi per i prezzi al di fuori del mio budget, perlomeno per una gonna che non metterei mai e che mostrerei solo per pura peer-pressure, vuoi per il fatto che io indossi ben pochi capi colorati, non sono mai stata una fan. Forse è anche per questo che non capisco la gente che si ammassa in mutande per vestiti che altrimenti, capiamoci, probabilmente non vorrebbero. È il concetto del “me lo regalano, quindi lo voglio” ed è lo stesso motivo per cui ho visto colleghi italioti (il termine non è scelto a caso e mi sento di sottolineare lo -ioti) postare su vari social network le loro foto in pigiama e pantofole da McDonalds solo per avere 10 coupon gratis per far colazione con caffè scadente e muffin pre-confezionati o prodotti letteralmente in serie.
    Lo stesso motivo per cui ho visto gente letteralmente ammassarsi di fronte alle porte ancora chiuse di ipermercati e negozi… sembra abbiano paura che la guerra sia ad un passo (spoiler alert: lo è) e loro siano sprovvisti del tritatutto a 15 lame e del tagliere intelligente che separa il grasso dal prosciutto.
    Probabilmente perché credo nelle microeconomie, nelle attività sostenibili e nello scambio equosolidale, tendo a comprare SOLAMENTE ciò di cui ho bisogno e a lasciare indietro il resto. Se non mi serve non lo voglio, perché trascinarmi uno zaino troppo pesante sulle spalle mi ricorda solo quanto sia sbagliato attaccarsi alle cose futili, che non ci arricchiscono e danneggiano il prossimo. Insomma: niente corse nuda e pelosa dietro alle vetrine di Desigual, niente Nutella, niente Olio di Palma e quanto più sostegno alle economie locali possibile. Queste sono proprio le cose che non mi dispiace lasciare andare 😉