Colombia: il SI’


Marzo 2016 – Bogotà – Colombia:  Il Capitale Umano Mondiale: immenso e pieno, sempre, di infinite sorprese !!!

Ho deciso di dire di sì, questa volta, senza pensarci neanche un secondo ad una porta che si è aperta (per fortuna, al momento, dopo la porta non si è aperto ancora nessun portone) !! Ho tenuto “segreta” l’opportunità arrivata non perché sono scaramantica, come hanno pensato per secoli gli altri e come ho io stessa pensato per millenni. Si’. Ho tenuto dentro di me la scelta fatta perché in questo modo la sua energia è cresciuta tanto ed io non ho barcollato. Sì. Ho comunicato la mia partenza solo alle persone che sento essere sincere, a quelle che non mi giudicano, a quelle che mi hanno abbracciato e trasmesso la loro buona vibra. 

Ieri sono andata a fare le pratiche burocratiche per il Visto, perché qui i ruoli sono invertiti. Sono una immigrante, una Europea in Sud America. Ieri è stata una giornata in cui tutto sembrava difficile, in cui tutto sembrava essere un NO. Questa sera finalmente l’adrenalina è scesa ed ho visto il no trasformarsi in SI’. Ho guardato e riguardato il documento incollato su una intera pagina del mio passaporto con scritto: “VISA COLOMBIANA ”. Ho guardato e riguardato la faccia della foto che mi hanno scattato per il Visto e della quale non era stata avvisata.

Non ero truccata. Non avevo i capelli pettinati in maniera tradizionale ma come spesso accade erano raccolti in alto con una matita. Cuore e paura nudi, reali davanti all’obbiettivo. L’unica cosa altrettanto reale che sono riuscita a fare è stata quella, ad un certo punto, di “mollare”, davanti all’obbiettivo, tutte le mie paure. E’ arrivata così la mia faccia da schiaffi che conosco e riconosco molto bene.

Gli anni passano, le rughe arrivano ma quando mollo, quella faccia da schiaffi si ripropone. Quella faccia significa che sono sulla strada giusta e che mi sento piena dentro. Prima di sentire il clik della foto avvenuta mi sono sentita gli occhi sorridere come se fossero un organo interno. Li ho riconosciuti. Mi sono sentita. Mi sono rivista. I miei occhi parlavano e nonostante le tante cose raccontatemi su questo paese mi stavano dicendo: “Ma ti rendi conto dove sei” ?!?!?!?!?!?!

Adrenalina via. Giornata Visto No versus Giornata Visto Si’. In un giorno ho fatto tutto e sono stata anche fortunata. Ho dovuto solo aspettare, tanto, rispondere a domande e stare molto in silenzio. Ho osservato tutto quello che mi circondava. Ero senza libro (dimenticato). Ero senza cellulare (dimenticato). Ero da sola. Nessuno può accompagnare le persone che devono fare il Visto. Dentro il Ministero degli affari Esteri Colombiani (ufficio immigrazione) entrano solo i diretti interessati.

Non avere paura di quello che ti dicono e scoprire posti poco conosciuti. Colombia, Bogotà I am coming !!!

Avrei voluto fare mille foto per documentare tutta la vita che ho visto passarmi vicino. Non avevo cellulare, come scritto sopra, e comunque non avrei potuto fare le foto. Ieri sono stata catapultata dentro la vita vera. Ho sentito pulsare il mio sangue e tutti i miei organi. Ho visto tante vite muoversi. Ho percepito la loro esistenza ed il loro SI‘.

Il cuoco Francese che ha vissuto in Russia, South Arabia, altro (troppi posti da ricordare) ed innamorato del popolo Russo. Il ragazzo scambiato per Italiano, con un po’ di panzetta (che a volte ha il suo bel fascino) e che solo per il suo sorriso gli avrei stampato un bacio in fronte. Inglese ma con i nonni Italiani. Giornalista che da 4 anni vive a Bogotà. Innamorato della Colombia e che ad alcune mie domande risponde che: “il tutto è sempre soggettivo” (parole Sante). La famiglia Americana con tre figlie, figlie del biondo ossigeno sedute esattamente davanti a me. Una di queste comincia a fissarmi, stando in piedi, mentre sta facendo la caccona dentro il suo bel pannolone. Tu cerchi di distorcere lo sguardo, ma purtroppo, con il tuo naso, non puoi fare lo stesso. La sua sorella, la biondo ossigeno più grande, che ad un certo punto scambia il muro del Ministero degli Affari Esteri Colombiano per un muro di casa propria e comincia a disegnare qualcosa di molto artistico con la matita colore “viola” !!! Le suore Peruviane anche loro in attesa del Visto. La donna Ecuadoregna, una specie di capo tribù’, e la figlia in silenzio, in attesa. Il fratello di Pharell, in attesa come te, al quale avresti voluto chiedere la sua nazionalità esatta e quanto tempo si tratteneva in Colombia. Il ragazzo con i baffi neri, molo neri, che nell’attesa non distoglie la sua attenzione dal fumetto che sta disegnando a mano libera. Un disegno troppo strano da spiegare ma molto TOP !! La signora Venezuelana, probabilmente donna di affari, bellissima che non riesce a stare a sedere (come la capisco !!!) e si muove in continuazione, catturando, ovviamente l’ attenzione di molti, per non dire di tutti. 

Avrei voluto chiedere ad ognuna di queste vite quale il Camino che le ha guidate in Colombia. Avrei voluto ridere a crepapelle durante il momento della defecazione in piedi mentre la minorenne Americana mi fissava. Controlli, attesa, controlli, silenzio, controlli, polizia, attesa, paura di sbagliare, paura che qualcosa non andasse bene. Ecco cosa c’era nell’aria ieri. Non parliamo poi dell’esame del sangue fatto al volo ed obbligatorio perché non ti ricordi il tuo gruppo sanguigno, proprio tu che ancora te la fai sotto quando vedi un ago.

“Quelle risate che non ho potuto fare ieri e il centrifugato di emozioni che ho vissuto sono arrivate oggi e lo hanno fatto tutte insieme”.

S  P  E  T  E  P  E  M !!!

Oggi finalmente la paura si è trasformata nel mio SI’. Oggi finalmente ripensando a tutto quello visto, alle emozioni provate, al crocevia di vite che hanno detto SI’, oggi mi sono sentita “piena” perché ho visto e riconosciuto il mio SI’ !!

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