Amore, Caso, Necessità


WISLAWA SZYMBORSKA: questa sconosciuta che ahimè, ho scoperto solo nell’aprile 2018.

“L’Amore, il Caso, la Necessità di Wislawa Szymborzka”.

Trovo, on line, questa conferenza. In materia di poesia sono veramente una schiappa, ma ci sto lavorando su. Mai sentita. Penso addirittura che sia ancora viva e guardando la foto, le faccio i complimenti per la sua forza fisica, nel girare ancora il mondo e raccontarsi.

Controllo la Santa Wikipedia e capisco che è una conferenza dedica a lei, lei non c’è più. Non leggo nulla a suo riguardo, se non la sua origine, Polacca (non so perché, ma il suo nome e cognome mi avevano fatto pensare a qualcuno dell’Est) e che nel 1996 ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura.

Mi fermo qui. Mi basta e voglio farmi sorprendere, senza nessuna aspettativa.

Giunti al luogo indicato nella locandina ci informano che il posto non è quello. Torna indrè. Come al solito siamo in ritardo. Ora prevista per l’inizio 16.30 e noi alle 16.40 ci siamo appena messi in fila.

LA FILA.

Fila a prevalenza nettamente femminile. Non fanno più entrare per motivi di sicurezza.

Le donne che sono davanti sono belle cariche e cominciano le solite lamentele, tipicamente Italiane.

Lamentele giuste dato che l’organizzazione dell’evento, vista la fama della poetessa, si poteva aspettare una notevole affluenza. Lamentele tipicamente Italiane perché si polemizza solo, ci si dà addosso a vicenda (spesso e volentieri) e nessuno cerca una soluzione alternativa.

L’anziano dello staff, gentile, che cerca di contenere il tutto, propone di fare entrare le persone che sono venute da fuori città.  A questa idea, le prime della fila, insorgono. Noi rimaniamo sempre al nostro posto. Io, ridendo, propongo a una signora di fare una foto della fila per poi spedirla a qualche giornale locale, in maniera che, chi si presenterà la prossima volta (è un ciclo di tre conferenze), non si trovi nella nostra stessa situazione.  Nessuna polemica, solo un problem solving per il futuro, un dare senza ricevere per chi verrà dopo di me. Dopo che ho fatto il mio corso di Vipassana riesco a rimanere (quasi sempre) distaccata dalle cariche negative altrui, senza surriscaldarmi, come se vedessi il tutto dall’alto.

Passano i minuti e la fila rimane sempre lì, immobile. Ci dicono di tornare a casa ma nessuno molla la propria postazione. I minuti passano e la conferenza sta passando pure lei. L’educato anziano ripropone di far passare chi viene da lontano mostrando, ognuno, la propria carta d’identità. Solo una decina di persone. Una signora, quella che ha scattato la foto della fila,  ci propone di farci avanti. Io mi sento molto leggera oggi, sarà il sole o sarà qualcosa nell’aria che non ho ancora decifrato, ma mi sento nel posto giusto o forse non è un caso che sia lì.

Chiedo  gentilmente di passare, il signore leggendo la mia provenienza e guardano le condizioni della mia CI si mette a ridere. Come se qualcosa ci avesse fatto spazio e tirato dentro, senza alcun tipo di sforzo, siamo IN. Dopo noi ne entreranno solo circa 8.  Il palazzo è stupendo, saliamo le scale, entriamo nella stanza, enorme, fitta di ascoltatori, e gli unici due posti disponibili, a sedere, su un DIVANO bello assai, sono i  nostri.

Mancava solo che ci fossero scritti i nostri nomi e cognomi e avremmo avuto la conferma al 100% che IL CASO, voleva fossimo lì.

Poi inizia lo spettacolo sonoro, fatto di parole, osservazioni, link e le mie orecchie sono quasi in estasi.

La storia di Wislawa Szymborska. Premio Nobel alla Letteratura nel 1996. Caso, Amore, Necessità

(Graphic novel di Alice Milani: “Si’ da il caso che io sia  qui”)

I relatori parlano delle relazioni tra Amore, Caso, Necessità secondo il pensiero di Wilslawa Szymborska (Io non sapevo neanche della sua esistenza ma, sul Caso relazionato all’Amore e tanto altro, mi sono fatta una idea bella e chiara, dopo il mio ritorno dal Camino di Santiago).

Il libro del destino è sempre aperto a metà”.

Questa frase è un inno alla vita, alla sua esistenza, al cogliere in ogni caso o necessità una possibilità.

Il caso, secondo la poetessa, è all’origine del cambiamento, è la nostra porta girevole. Allo stesso modo, la poesia non parla a caso. Il caso è un accadimento, un accadimento che dà origine a diverse fluttuazioni.

Sotto a una piccola stella, chiedo scusa al caso, se la chiamo necessità.

Le cose che  ci sono necessarie sono dentro al cosmo.

Chiedo scusa alla necessità, se tuttavia mi sbaglio.”

Wilslawa Szymborska crede fermamente nel divenire delle cose  e nel divenire continuo della vita, alla costante ricerca della felicità.

La poesia ci aiuta a disintossicarci da idee generali e miti 

Idee generali e falsi miti legati a un Amore preconfezionato, simile a tanti altri, statico. Con il supporto della poesia, ci si estranea, vedendo il tutto da una diversa prospettiva.

Il superamento del REALE. L’essere umano, tende inevitabilmente per la sua stessa natura, a rimanere nella materia prima. Lo stesso succede nelle relazioni amorose. L’uomo si attacca e percepisce solo quello che è in grado di vedere.

Secondo Wilslawa Szymborska, l’Amore, non è altro che un allargamento, un’allargamento della relazione. Non bisogna andare in profondità per generare l’allargamento, si tratta di un semplice punto, minuscolo.

“La singolarità è qualcosa che mi commuove”

La singolarità, un orizzonte interno, immenso, dove guardare e trovare le nostre risposte, ed è proprio lì che, invece di trovare il tutto, ci perdiamo, che non siamo in grado di cogliere le infinite possibilità generate dal caso.

Siamo diversi come due gocce d’acqua 

La differenza è fondamentale per amare. Se non ci fosse differenza non ci sarebbe Amore (e tanto meno Poesia).  La differenza, in Amore, sta nel dettaglio della realtà. E’ necessario superare la realtà in termini di potenzialità. Due amanti che, dopo cinquant’anni di matrimonio (oggi una rarità,  ma ai suoi tempi era qualcosa di ancora possibile), partiti da diverse tonalità dello stesso colore, arrivano ad un colore bianco, scoprendone tutte le possibili variazioni. Il semplice punto, di incontro, citato sopra.

“Il grande Amore fa a meno di motivazione”

La poesia è diversa dalla realtà. Fortunatamente, nella poesia, non si mantiene la promessa della felicità, che ci si illude di aver raggiunto una volta trovato l’Amore. A volte si ama senza saperne il motivo, anzi, il motivo è proprio legato alla materia prima, tipica dell’essere umano, legata a qualcosa che si vede, basterebbe, invece, sentire (come spiegato al punto sopra). Ed è qui che, ancora una volta, il discorso di Wislawa Szymborzka diventa interessante. Il suo credere nella continua ricerca della felicità, in un qualcosa in movimento, quel qualcosa che si trasforma in continuazione, solo in questo modo si potrà parlare di Amore felice (senza motivazione).

“L’ Amore felice è in qualcosa in netto contrasto con la infelicità umana”

Nonostante, a pensarci bene veramente, l’essere umano a volte sembra costringersi, da solo, in situazioni che lo portino all’infelicità, lei (e non solo), crede che la soluzione al tutto, sia il continuo cambiamento, alla ricerca della  felicità, che spesso si cela dietro a un caso, a una possibilità, a un evento singolare, a una differenza.

Tornata a casa, solo a quel punto, mi sono letta tutta la storia, di Wislawa Szymborska. Vita intensa. Una illuminata. Ricevo anche le foto della fila dalla signora che le aveva scattate, la quale mi dice che dato che alla fine noi (anche lei è entrata) siamo entrate, non ha più senso spedirle. Le rispondo, in maniera gentile, che non ha più senso per noi, ma per chi andrà alle prossime conferenze invece lo avrà (alla fine anche la signora della foto capisce e conferma il mio proposito).

Il Caso ha voluto che entrassi, la Necessità in direzione del prossimo, non mi ha fatto dubitare nemmeno un attimo, nell’inviare le foto a un giornale locale, impiegando il mio tempo (il tempo è sacro per tutti), e l’ Amore per ciò che le mie orecchie hanno sentito, ha  dato valenza e potere, ancora una volta, all’importanza delle (non) coincidenze.

 

 

 

 

 

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