La metafora del Cancinculo: anno vecchio e nuovo (1° tempo)


Prima che si scateni il delirio, come per gli auguri di Natale, mi siedo e butto giù due parole sull’anno nuovo che sta per atterrare e il vecchio che sta, invece, per decollare !!!

Quando si atterra si comincia un cammino nuovo, si riparte da zero ma avendo alle spalle l’esperienza di ciò che si è fatto, le cose da raddrizzare e quelle invece da ripetere perché andavano bene.

Una sorta di nuovo battesimo oppure vedendola da un punto di vista completamente diverso, un nuovo anno è come stare a sedere sul calcinculo, cercando di afferrare la famosa coda o laccio or whatever.

A volte abbiamo bisogno della spinta di qualcuno per prendere il tutto citato sopra. A volte ci arriviamo da soli. A volte serve fortuna ma, quasi sempre, è necessaria la nostra determinazione per volare, per spezzare l’aria con il nostro viso e afferrare quello che desideriamo !!!

L’arrivo del nuovo è la possibilità che abbiamo di raddrizzare il timone per non perdere la direzione che ci eravamo prefissati. Un totale dato da che quello che: abbiamo vissuto, dalle cose che ci hanno fatto crescere, da quelle contro le quali abbiamo sbattuto, dai desideri realizzati, dalle emozioni provate, dalle persone nuove conosciute, dalle situazioni che abbiamo deciso di lasciareandare.

Un totale al quale segue uno zero.
Altro giro altra corsa.

Credere nel Nuovo, credere nell'Universo, sorridere gratis, avere fiducia e raggiungere i propri sogni

Il mio totale quest’anno è stato fitto fitto.

Il gioco della Borsa Romagnola che viaggia è diventato visibile e si è mosso. Le sberle prese a 4 mani facendo i mercatini in Italia quest’estate. I complimenti ricevuti sempre durante i mercatini per colui che aveva inventato il tutto. Quando gli interlocutori sentivano, poi, la risposta: “It’s me” e vedevano una “donna”, con tanto di sorriso mangiarsi un gelato alla velocità della luce (caldone 2017), le risate erano assicurate, le mie almeno.

L’ambiente fantastico scoperto e per me assolutamente nuovo, del vino biologico e biodinamico. Un mondo fatto di giovani Italiani, e non solo, che stanno portando avanti un tipo di economia diversa, in silenzio, dove credere nell’etica e nei sogni sono le chiavi di accesso per entrare in questa dimensione.

Organizzazioni di festival dell’hand made che guardano solo al profitto senza interagire con nessuno e che presto, quando la gente si sveglierà, forse, rimarranno a secco. L’amica dell’Ingegnere della moda, ritrovata dopo circa 10 anni, che è riuscita a farmi riscoprire la porta dell‘ironia e farmi ridere di gusto, come ai tempi dell’university. L’organizzazione sbagliata del mio affitto estivo dove io non sono stata in grado di distinguere tra amicizia e business. Il mio non essermi fatta rispettare. Se fossi stata uomo le cose sarebbero andate diversamente, forse.

Il ragazzo che con tanto di cane a seguito all’una di notte, vedendomi in panna per ritrovare la macchina parcheggiata in un paese che non conoscevo, e abbastanza in ansia per il tipo in bici che mi seguiva, mi guida per mano per ritrovare EB (my car). I signori anziani che senza conoscermi mi salutano per strada. La ragazza che senza avermi mai visto prima, fa apprezzamenti sulle mie gambe. La ragazza che incrocio per strada, in territorio straniero, alla quale faccio i complimenti per la luce ed espressione dei suoi occhi.

Volare in quel di London per toccare dal vivo la mia (not) love story con lo straniero e lasciareandare. Emozionarmi nel tornare in quel della city dopo tanti anni. Aspettarmi un minimo di programmazione e invece andare a braccio. E’ stato bello così. Il meglio, spesso, è quello che succede in mezzo. Momenti di dolcezza alternati a momenti di muro. Andare in giro da sola, mentre lo stranger lavorava. Cercare a tutti i costi un cine per le ore pomeridiane. Ritrovarmi per “caso” davanti al famoso cine Barbican. Riuscire ad addormentarmi (cosa che non mi succedeva da anni) e conoscere alla fine della proiezione un ragazzo, che mi offre un bicchiere di vino rosso e mi invita a cenare. Trovare per “caso” un festival di yoga in una specie di castello, in cima alla collina del quartiere in cui stavo, con uno spettacolo mozzafiato. Passeggiare per strada e vedermi fare il segno di ok da un signore  (dovevo avere proprio una faccia da estasi). Andare al bagno in un pub Irlandese e incontrare un adulto Cubano che mi vuole offrire da bere a tutti costi (erano solo le 5.00 p.m.). Sono riuscita a convincerlo (una pinta nel pomeriggio anche no)  solo iniziando a parlare del ultimo mio viaggio proprio a casa sua. Capire finalmente, grazie allo straniero, che sono io a mettermi nei soliti ruoli. Grazie.

Il mio corso di meditazione Vipassana: no phone, no words, no touching, in quel della campagna di Praga.

Il pellegrino ospite che oltre a guardare gli orari del treno sul mio pc, scopro per caso, aver visitato un sito porno per trans. Chissà magari si è provato anche i vestiti in mia assenza. Se avesse scattato delle foto ci saremmo fatti due sane risate, insieme. Un affittuario di arbnb che scopro, anche qui per caso, aver utilizzato il mio pc, in mia assenza. Se me lo avesse solo chiesto glielo avrei prestato senza problemi. L’ospite Viennese che si è presentato con tanto di cioccolata e souvenir tipici e che ho portato a cena a casa Zamagna.

Nonostante l’incidente in macchina, riuscire a partire per la settimana di vacanza Italiana dal titolo: “zero spese”. Tenere a dovuta distanza le paranoie di un Signore (ricchissimo). incontrato mentre si parcheggiava, che continuava a dirci quanto fosse pericoloso dormire all’aperto. Il nostro non credergli. Siamo riusciti, infatti, a dormire in una delle località più fashion della Toscana (Monteriggioni) con tanto di sacco a pelo, vicino alla piazza centrale e sotto a tre magnifici alberi secolari avendo come soffitto le stelle.
S p e t t a c o l u s !!!

To be continued

 

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

2 commenti su “La metafora del Cancinculo: anno vecchio e nuovo (1° tempo)